Passione Stabia, l’undicesima puntata che ha raccontato il calcio stabiese, in onda dai nostri studi televisivi, in live streaming sulle nostre pagine social e dal canale Youtube, ha puntato l’attenzione sull’importanza di fare gruppo, a prescindere dalla categoria che il prossimo anno la Juve Stabia si troverà ad affronatre, per il miglioramento non solo dello stadio Romeo Menti, ma della città, della mentalità.
L’ undicesima puntata di Passione Stabia, in onda ogni mercoledì alle ore 19:50, condotto da Daniela Saraco, vicedirettrice, da Giovanni Donnarumma e Natale Giusti, caporedattori, con oltre 3000 mila visualizzazioni in dodici ore, ha proseguito nell’intento di raccontare il momento storico delle vespe attraverso la voce di due tifosissimi e di Vincenzo Santarpia, uno degli amministratori di Juve Stabia Nel Cuore, che proprio ieri, insieme a tante altre pagine social che seguono ed investono tempo e sacrifici per i colori gialloblù, hanno attivato un’iniziativa per sostenere la Juve Stabia. E’ partito, infatti, in data di ieri, un appello unitario per supportare la squadra in questo importantissimo momento calcistico.
Come ospiti dell’undicesimo appuntamento, infatti:
Avvocato, ex parlamentare, l’Onorevole Catello Vitiello;
Tifosissimo della Juve Stabia, Michele Palummo;
Amministratore di Juve Stabia Nel Cuore, Vincenzo Santarpia.
In collegamento video, ex centrocampista della Juve Stabia e della Reggiana, Max Carlini. Non è mancato il contributo del collega Roberto Tegoni, giornalista della Gazzetta di Reggio e radiocronista per RadioReggio, per raccontarci il momento in casa Reggiana, in vista del match di domani sera allo Stadio Romeo Menti alle ore 20:30 e l’analisi tecnica-tattica di Natale Giusti che ha poi schierato la probabile formazione di Mister Pagliuca a dispetto di Giovanni Donnarumma che, dopo aver presentato il Direttore di gara, ha messo in campo gli sfidanti.
Passione Stabia: il contributo degli ospiti
La puntata di ieri, molto focosa, proprio per la grande passione degli ospiti presenti in studio, è partita dalle considerazioni dell’Onorevole Catello Vitiello: “Il manto erboso è fondamentale. Ma in realtà, tutte le volte che siamo andati in Serie B ci hanno promesso lo stadio nuovo. Forse parlo più da tifoso che da politico. Abbiamo visto piccole cose, piccoli aggiusti, ma non va bene. Abbiamo bisogno di uno stadio competitivo che possa ospitare tante persone. Ci sono settemila tifosi ma abbiamo una città di sessantaquattromila abitanti e dobbiamo aprire lo stadio alla città e ci vuole la politica che può fare la differenza solo con la programmazione. Lo Stabia, Langella, gli altri presidenti, hanno fatto tutto da soli.
Abbiamo una storia dal 1907. Dobbiamo dimostrare che la politica sa investire nella nostra sqaudra. C’è bisogno del manto erboso, di aprire le zone di ombra, ma non perchè stiamo andando in serie A, ma per ciò che la squadra sta facendo. La dimostrazione pratica che questa squadra funziona è che non c’è necessità della stella in campo, le stiamo formando. Abbiamo un organico compatto che vince e convince.
Bisognerebbe chiedersi perchè un imprenditore prende in mano una squadra e la porta a questi livelli? C’è sicuramente una ragione filantropica, ma anche speculativa, che non è un male. Bisogna avere una mentalità non tanto lungimirante. Siamo nati tanti anni fa come società sportiva e non possiamo pietire ancora oggi. Romeo Menti, giocatore del grande Torino, che ha fatto una sola stagione da noi e abbiamo intitolato lo stadio a lui, noi siamo a Torino ma dobbiamo anche rendere merito alla storia!
Nel mondo impreziosiscono il nulla, ma noi non abbiamo il nulla! Ho avuto delle occasioni per andare fuori, ma i miei quattro filgli li cresco a Castellammare, ma abbiamo una mentalità gretta! Se si fa qualcosa per la città, ne guadagniamo tutti, come evoluzione, trasformazione sociale. “
Ha proseguito poi Michele Palummo: “Noi tifosi di Castellammare speriamo che venga fatto subito il manto erboso, è rovinato e non abbiamo altri campi. Speriamo che l’amministrazione comunale si avvicini ancora di più e dia una mano allo società che sta facendo tanto. Chiediamo di stare vicino alla squadra, lo meritano e lo meritiamo.
Se la Juve Stabia fa la Juve Stabia, nessuno può competere. Quando giochiamo con grinta e morso non siamo inferiori a nessuno. Con la Reggiana dobbiamo togliere il sassolino dalla scarpa dell’andata. La squadra deve prendere la partita con la giusta mentalità per giocare al meglio i playoff!”
Immancabile Vincenzo Santarpia:” Penso che lo sport non debba essere più snobbato. Non è una entità a sè, è una risorsa, soprattutto per Castellammare con tanti talenti. Purtroppo lo sport è visto come qualcosa di aggiuntivo, ma per noi è essenziale. La Juve Stabia ha avuto pochissimi supporti, speriamo che l’amministrazione prosegua nell’intento anche per incentivare il turismo.
La squadra deve dimostrare agli scettici di onorare il campionatio fino al 90′ della regular season!“
Max Carlini: “A Mister Pgaliuca bisogna solo fare i complimenti per il lavoro straordinario”
Max Carlini, che ha lasciato un ottimo ricordo nei tifosi stabiesi per essere stato uno dei principali protagonisti della grande impresa che nella stagione 2018-2019 fu compiuta dalle Vespe vincendo il campionato e approdando in Serie B sbaragliando tutti gli avversari, interviene in audio collegamento perchè impegnato in un corso per la qualifica di allenatore, è davvero contento di partecipare:” Vi ringrazio per le bellissime parole spese per me. La mia stagione a Castellammare è stata bellissima, con la vittoria del campionato e per aver raggiunto diversi record.
A Mister Pgaliuca bisogna solo fare i complimenti per il lavoro straordinario che sta facendo. Il 3-4-2-1- è sicuramente un modulo che a me piace perchè ti consente di avere il campo coperto in tutte le posizioni oltre ad essere aggressivo con il trequartista che ti dà quella qualità in più. Per il mio modo di intendere il calcio, preferisco un 4-3-3.
Il goal più bello? A livello tecncio quello con il Rende, però il più significativo, per come tutto era successo, con lo scontro diretto in casa, uno stadio pieno, con il Trapani!
Per le similitudini con questa Juve Stabia, la mia aveva dei calciatori già importanti con un campionato di vertice. Questa, invece, è costruita con tanti giovani con due anni eccezionali che ha superato ogni aspettativa. Loro hanno fatto molto di più rispetto a noi. Castellammare mi è rimasta dentro, i padrini di mia figlia sono stabiesi, a livello affettivo la città è la mia seconda casa.
Sono ricordi bellissimi. Oltre al campo, quando si creano legami esterni, per un calciatore è bellissimo.
Conte Max? Non saprei, forse per l’eleganza in campo, me lo hanno dato a Castellammare e tutt’oggi mi chiamano così!

