Pagani, dubbi sull’operato di un’associazione: “Finalità solidali o altro?”

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Di Marco Visconti

In una città come Pagani, ricca di associazioni e realtà del terzo settore, è lecito domandarsi quanto queste rispecchino realmente gli obiettivi sanciti nei propri statuti. Se da un lato molte di esse operano con dedizione e coerenza, offrendo servizi concreti e rispondendo a bisogni reali del territorio, dall’altro lato emergono perplessità su alcune realtà che sembrano aver smarrito la propria missione originaria.A far discutere è il caso di un’associazione locale che, pur avendo dichiarato finalità di tipo ambulatoriale, viene spesso vista impegnata in attività culturali e spettacoli di beneficenza.

Lo scorso anno, la giunta municipale ha deliberato di assegnare a questa organizzazione una nuova sede, in comodato gratuito, ritenuta più idonea ad ospitare i suoi ambulatori. Tuttavia, stando a quanto osservato da alcuni cittadini e operatori del settore, le attività prevalenti promosse dall’associazione in questione sembrerebbero distanti dalla missione sanitaria dichiarata.Tra gli eventi più recenti, ad esempio, figura uno spettacolo a scopo benefico che, seppur nobile nelle intenzioni, appare poco coerente con l’attività ambulatoriale che ne giustifica l’assegnazione degli spazi pubblici. A questo si aggiungono iniziative di carattere ricreativo e culturale. Proprio su questo punto, sul fatto di dare alcuni spazi pubblici a rispettive sedi associative, ha dibattuto don Flaviano Calenda, parroco della chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, che fatica ad avere una nuova sede in via Criscuolo per la mensa Tommaso Maria Fusco.