“Non abbiamo capito perché a noi è vietata la villa comunale e per questi stand alimentari si può fare tutto e nessuno ha detto nulla”. Parla Ciro Pietrofesa Presidente provinciale associazione nazionale venditori ambulanti della Confesercenti di Salerno.
Di Marco Visconti
Festa da record per gli afflussi, finora registrati, momenti alti di sobrietà per la recente e triste dipartita di papa Francesco. Ma, paradossalmente, si innescano certi corti circuiti che non danno voce a chi è parte integrante della festa: il venditore ambulante. Spesso ci riempiamo la bocca, attraverso convegni organizzati da precise associazioni, con parole chiave come “Pagani paese di mercanti”, appunto, “mercanti ambulanti” e da qui che noi abbiamo lo pseudonimo di “pezzari”. Questo aspetto, durante la festa, ormai snaturata da concerti e toselli-ibridi, viene questi ostracizzata in due spazi: via Cesarano e Ferrante. Mentre in via Ferrante le bancarelle, seppur isolate, non coprono nessun esercizio commerciale, perché non ci sono nel luogo, in via Cesarano, invece, infastidiscono e non poco chi ha la propria attività commerciale. Ma la colpa non è del venditore ambulante o del commerciante, ma di chi potrebbe pensare diversamente di localizzare questi ambulanti in altri luoghi.
Per motivi di sicurezza, le bancarelle che, prima, stavano per Corso Ettore Padovano, nel cuore della festa, sono state spostate. Tuttavia si erano poste delle soluzioni, a parlarne è proprio Ciro Pietrofesa, Presidente provinciale associazione nazionale venditori ambulanti della Confesercenti di Salerno, “si è attuata la normativa sulla sicurezza che riguardava la festa della Madonna delle galline, il corso non era accessibile alle bancarelle. Noi abbiamo proposto anni fa di mettere la bancarelle all’incrocio dopo la villa comunale. Ci è stato detto che non era possibile, poi abbiamo proposto di mettere delle casette in villa comunale, ma non abbiamo capito perché a noi è vietata la villa comunale e per questi stand alimentari si può fare tutto e nessuno ha detto nulla. Le bancarelle devono stare laddove c’è la festa. Altra cosa anomala, se io vengo per 3 giorni devo pagare il permesso per 5 giorni. Altra anomalia, si paga 10euro al metro quadro per metterti su una strada di cui solo alcune postazioni sono buone. Non puoi metterti oltre le metrature, perché ci sono dei problemi. Come Confesercenti avevamo proposto di fare un esperimento, di mettere delle casette nel perimetro della villa comunale per far arrangiare gli operatori, per dare una risposta agli operatori per dare sicurezza e mantenere la festa alla Madonna delle galline. C’è stato risposto di no, allora Pagani è la patria del commercio ambulante, però in questo momento gli ambulanti sono quelli che stanno pagando di più. In termini di lavoro, di casse. Nella patria del commercio ambulante, gli ambulanti sono discriminati”.

