Il 9 aprile la città accolse con straordinaria emozione la visita di sua maestà Ferdinando II, re del Regno delle Due Sicilie, accompagnato dalla Regina Maria Teresa d’Asburgo.
di Marco Visconti
La notizia, documentata dal Giornale Costituzionale del Regno delle Due Sicilie, racconta un momento di intensa partecipazione popolare e profonda devozione civile. Partiti da Caserta, i sovrani giunsero alla stazione ferroviaria di Pagani alle ore 18:30, accolti da una folla festante. La città si fermò per accogliere con entusiasmo l’amato monarca e la sua consorte: ogni angolo vibrava di vita, tra canti, fiaccole accese e il suono della banda musicale della Guardia Urbana, pronta a rendere gli onori militari. Perché arrivarono i reali a Pagani? La risposta è semplice: per devozione verso Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Già l’anno precedente, quando venne anche papa Pio IX, i reali fecero la loro sosta alla chiesa dei liguorini. Inoltre, i lavori della cappella, iniziati nel 1821, furono voluti sotto il patrocinio del re e l’antica statua della Madonna del Rosario, presente nella basilica di Sant’Alfonso in una delle 4 cappelle, è rivestita con l’abito da sposa di Maria Cristina di Savoia, prima partner del re delle due Sicilie, che lei stessa donò.

L’incontro tra la corona e la spiritualità della città fu carico di significato, rafforzando il legame tra istituzioni e popolo. “Non sarebbe facile ritrarre tutta l’emozione eccitata in quegli abitanti dalla inaspettata presenza del re con l’augusta sua compagna”, recita con viva intensità il resoconto dell’epoca. Emozione che proseguì anche al ritorno dei sovrani verso la stazione: la folla li accompagnò con torce accese, illuminando il loro cammino e cercando con gli occhi un ultimo sguardo degli amati regnanti.A rendere ancora più significativo questo giorno fu un atto di clemenza: il re, in segno di gratitudine e affetto per la comunità paganese, concesse la grazia a due cittadini del luogo, Antonio De Martino e Alfonso Baselice, condannati per delitti comuni. Un gesto che trasformò la visita in un simbolo di benevolenza reale e di vicinanza concreta al popolo. Il testo, inoltre, riporta che, nell’agosto del 1850, il re conferì a D.Andrea Desiderio, secondo eletto del Comune di Pagani, la medaglia d’oro del Real Ordine di Francesco Primo per aver prestato servizio con grande diligenza alle scorse emergenze politiche.

