Pagani, multe e polemiche: il comandante D’Apolito fa chiarezza

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Io sto facendo un’inchiesta interna di cui, per il momento, non ho riscontrato anomalie. Tuttavia, voglio comparare questi dati con altri postalizzatori, mi risulta allo stato attuale che, dai documenti, do per certo e vero l’operato di un incaricato del pubblico servizio.  

Di Marco Visconti

A Pagani monta il malcontento tra i cittadini che si sono visti recapitare recentemente verbali per infrazioni del Codice della Strada risalenti al 2023, con importi maggiorati a causa di notifiche mai ricevute o ritenute tali. Di fronte all’ondata di segnalazioni, il Comune ha affidato la gestione della questione alla Polizia Municipale. Il comandante Lucio D’Apolito ha così deciso di intervenire pubblicamente per chiarire i contorni della vicenda.

La posizione della Polizia Municipale

«Non si tratta di errori del sistema – ha spiegato D’Apolito –. I verbali sono regolari e notificati secondo le procedure previste. I sistemi informatici attingono i dati dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr) e dalla Motorizzazione Civile. Se un verbale arriva a un indirizzo sbagliato, significa che i dati forniti all’origine non sono stati aggiornati correttamente dal cittadino stesso». Secondo il comandante, l’iter di notifica prevede passaggi precisi: «Quando il destinatario non è in casa, il postino certifica l’assenza temporanea e lascia un avviso. Se entro 12 giorni il verbale non viene ritirato, la notifica si considera comunque valida. Il postino può tornare fino a quattro volte per completare il processo. E se dopo sei mesi l’atto non viene ritirato, si considera “giacenza compiuta”».

Numeri e criticità

Il comandante ha fornito alcuni dati: su circa 14.000 verbali emessi nel 2023, più della metà sono stati pagati spontaneamente, mentre il restante è andato «a ruolo», ovvero in fase di riscossione coattiva tramite ingiunzione fiscale. Su 11.500 atti consegnati al recapitatore, 5.000 sono risultati con destinatari temporaneamente assenti, 3.000 sono stati notificati “a mani proprie” o ritirati presso gli uffici postali, 1.200 restituiti per “indirizzo inesistente”. Un caso emblematico riguarda il Parco San Rocco, dove «è difficile  identificare con precisione i destinatari a causa dell’assenza di numerazione civica chiara». Il problema, secondo D’Apolito, è strutturale: «Nel 2001 fu avviata una nuova toponomastica con numeri civici mai inseriti nei database nazionali. Chi ha immatricolato un veicolo a quell’epoca, oggi si trova con un indirizzo che “non esiste”».

I dubbi sulla consegna

C’è chi sospetta comportamenti illeciti da parte dei portalettere. «Non posso escluderlo, ma non ho prove. Ci sono stati casi, in passato, di postini che non consegnavano la posta per anni. Se qualcuno ha il sospetto di anomalie, lo invito a denunciare. La magistratura ha gli strumenti per indagare, più di noi». D’Apolito riconosce che alcuni cittadini, una volta ricevuto l’atto, hanno trovato la propria firma sulla ricevuta, pur dichiarando di non ricordare di averlo firmato. Tuttavia, ha notato anche che si sono recate al comando persone perbene: «Questo mi fa dubitare anche di possibili errori o irregolarità da parte dei recapitori. Ma finché non c’è prova contraria, i documenti restano validi».

L’aspetto educativo e la tecnologia

Il comandante difende l’uso della tecnologia, ma sottolinea anche l’importanza della trasparenza: «Nel 2023 ho preteso che tutti i verbali siano corredati da foto dell’infrazione. Non è obbligatorio lasciare un preavviso sul parabrezza, ma io invito gli agenti a farlo: serve da monito educativo e consente al cittadino di evitare costi aggiuntivi». Grazie alla piattaforma digitale in uso, è possibile ricevere le notifiche via App IO, PEC o email, ma molti cittadini non sanno di essere già registrati. «Abbiamo fatto campagne di informazione, ma la consapevolezza digitale è ancora bassa. A Pagani, solo il 50% della popolazione ha attivato lo SPID».