Si è svolto ieri l’evento giubilare, organizzato dalla Fraternità dei Servi di Maria, sotto la guida della priora Carmelina Izzo.
di Marco Visconti
Ieri, nella maestosità della Basilica Pontificia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani, si è celebrato un evento che ha unito passato e presente, tradizione e rinnovamento: il Giubileo “Artigiani di Speranza“, un incontro di fraternità e spiritualità organizzato dalla Fraternità dei Servi di Maria di Pagani. Un’occasione speciale per rinnovare il legame con la storia e la missione dei Servi di Maria, e per rafforzare, attraverso il dialogo e la comunione, il cammino di speranza che attraversa le generazioni.L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Pagani, dalla Congregazione del Santissimo Redentore e dal Parco Culturale Sant’Alfonso Maria de Liguori, ha visto una partecipazione numerosa e calorosa di confratelli e consorelle, tra cui la priora nazionale e quella provinciale, insieme alle fraternità campane appartenenti all’Ordine Secolare dei Servi di Maria.La parte convegnistica dell’evento, che ha avuto luogo presso l’Auditorium della Basilica Pontificia, ha attirato l’attenzione di un vasto pubblico, interessato dalle riflessioni offerte dai relatori: il professor Sigismondo Somma, padre Roel Osorio (Ordine dei Servi di Maria) e padre Sabatino Maiorano, preside emerito dell’Accademia Alfonsiana. A moderare gli interventi è stato l’avvocato Matteo Baselice, priore emerito della Fraternità di Pagani.

tra gli intervenuti, l’associazione ex consiglieri comunali di Pagani, presieduta dal vicepresidente Consiglia Contaldo, e il professor e giornalista Salvatore Campitiello, delegato dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, focalizzandosi sulla “Comunicazione della speranza“.

Un momento di particolare rilievo è stato l’intervento del sindaco, avvocato Raffaele Maria De Prisco, che ha lodato l’iniziativa, sottolineando l’importanza delle molteplici associazioni, affermando che fare rete è segno di vicinanza e che la fede, come sempre, unisce.L’evento si è concluso con una solenne celebrazione eucaristica, preceduta dalla suggestiva processione. Le serve, con lo scapolare, e i servi, con l’antico abito nero composto da tunica, scapolare e cappuccio, hanno ripercorso le tradizioni secolari legate al dolore di Maria, abbigliamento che risale all’Ottocento e che ancora oggi viene indossato durante le Processioni religiose.Un aspetto significativo dell’evento è stato l’accento posto sull’antica presenza della Fraternità dei Servi di Maria a Pagani, che risale al 1691.

In quell’anno, il priore generale Giovannangelo Maria Poggi concesse alla prima comunità paganese la “partecipazione ai beni spirituali”. Il legame con l’Ordine crebbe nel tempo, tanto che il 1° febbraio 1887, il priore generale frà Giovanni Angelo Maria Pagliai autorizzò la costituzione del Terzo Ordine e l’uso dell’abito. Questo legame fu ulteriormente consolidato nel 2002, quando il priore generale frate Angel Maria Ruiz Garnica confermò l’istituzione e, nel 2003, partecipò alla cerimonia di gemellaggio istituzionale e religioso con Monte Senario (FI), Casa Madre dell’Ordine, donando anche una Reliquia dei Sette Padri Fondatori.

Essere “Artigiani di Speranza” significa coltivare il dialogo, la comunione e la fraternità, come ha ricordato la priora di Pagani, dottoressa Carmelina Izzo, evidenziando che i Sette Padri Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, con la loro vita, hanno tracciato il cammino per questo pellegrinaggio spirituale. Partendo da Firenze, salendo sul monte Senario, fecero un’esperienza profonda dell’incontro con Gesù Cristo, la Speranza. Ridiscesero poi dal monte per stabilirsi a Cafaggio (oggi Basilica della Santissima Annunziata), nella periferia di Firenze, per dedicarsi alla vita quotidiana, alla testimonianza e al servizio alla Chiesa e alla società.

Concludendo l’evento, la priora ha invocato l’intercessione di Santa Maria, Regina della Pace, affinché guidi il cammino giubilare di tutti i partecipanti, rivestendoli con il suo mantello di speranza.


