Juve Stabia, zitti e buoni…Noi siamo diversi da loro!

Juve Stabia, il nostro editoriale per la gara contro la Salernitana: a decidere il derby è il classe 2006, Niccolò Fortini, realizzando al 53esimo la rete decisiva.

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I convocati per il match con la Sampdoria

Juve Stabia, l’editoriale, il nostro pensiero sulla storica vittoria per i gialloblù che alla 32esima gara di campionato battono la Salernitana in un derby tiratissimo. Un Romeo Menti che esplicita la massima espressione della gioia con cori ed inni per i novanta minuti di gioco per la squadra del cuore che arriva a quota 49 punti, consolidando la posizione ai playoff. Un sogno che prende forma piano piano.

Il derby inizia con un Menti esplosivo con 6840 spettatori. La curva sud lancia un messaggio importante: trasferte libere.

Le vespe scendono in campo vogliose. La garra, sì, proprio quella appare già dai primi calci sul terreno da gioco.

4′ nel mentre ad Adorante gli “infilano” una manata nell’occhio e dolorante si stende a terra, su cross pregevole di Floriani Mussolini, Piscopo in riovesciata, sfera alta sulla traversa, ma colpisce l’ingegnosità e la determinazione sin dall’inizio. Le vespe vogliono pungere.

7′ primo corner per la Juve Stabia battuto da Leone, sfera raso terra intercettata da Ruggero, palla di poco alla destra della porta di Christensen.

18′ Ruggero recupera palla sull’avversario a centrocampo, prosegue imperterrito, tira per Candellone che arriva vicinissimo alla porta avversaria ma si lascia sfuggire l’occasione.

24′ ancora un’occasione per le vespe: stavolta è Fortini, su lancio di Buglio, ad arrivare alla porta di Christensen ma la sfera va alla sua sinistra.

30′ al primo fallo delle vespe, cartellino giallo per Buglio.

La Juve Stabia domina il gioco, manca l’espressione massima della finalizzazione: un goal!

Per doppio giallo, al 28′ e al 44′, Njoh viene espulso.

Dopo 2′ di recupero, finisce 0-0 il primo tempo del derby, così importante, così storico, così emozionante.

La ripresa inizia con un cambio per la Salernitana: esce Verdi, entra Corazza.

3′ Bellich serve Adorante che di incornata prova a perforare la rete di Christensen, che a tuffo protegge porta e risultato.

Ma la Juve Stabia non demorde, non può: arriva il goal del vantaggio! E’ Fortini, che aveva mancato il goal, a dare una rivincita a sè stesso e a tutta la piazza e tanto basta, su grandioso assist di Piscopo!

21′ esce Stoianovic, entra Ghiglione.

25′ esce Piscopo, entra Meli; esce Leone, entra Louati.

27′ ancora ed instancabile Candellone, conducente e mai arrendevole anche alle numerose prese della Salernitana, si eregge a protagonista di un match difficile in cui lui stesso sente il peso emotivo.

30′ la Salernitana sfiora il pareggio ma su clamoroso fallo di mano di Ferrari, il goal viene annullato.

34′ espulso Louati per fallo su Tongya.

Le due compagini giocheranno gli ultimi sedici minuti in parità numerica: 10 a 10.

39′ esce Ruggeri, entra Raimondo.

39′ esce Fortini, entra Rocchetti; esce Adorante, entra Maistro.

Juve Stabia che inizia a soffrire di stanchezza dopo 80′ di corsa irrefrenabile.

Salernitana che scende in attacco per variare il risultato.

44′ esce Tongya, entra Guasone.

44′ esce Buglio, entra Varnier.

Il Direttore di gara concede 5′ di recupero.

Al triplice fischio, il risultato è 1-0.

Juve Stabia: la crescita esponenziale dei “giovani ” della cadetteria

Zitti e buoni dei Maneskin: duplice significato, ecco perchè la nostra redazione lo ha scelto come titolo di questo editoriale. Come evidenziato dalla critica specializzata,” il testo rappresenta una contestazione mirata alle generazioni di adulti che non comprendono e non valorizzano i più giovani, i quali sono invitati dal quartetto a non abbassare la testa e a essere la versione più vera di loro stessi.

Tu portami dove sto a galla che qui mi manca l’aria è un’enorme spinta alla vita, dove vi è un naturale bisogno di esprime l’unicità della propria individualità in un ambiente che inizia a stare stretto. Crescendo la maglietta scelta dalla mamma inizia ad essere troppo aderente, quasi soffocante, e capita spesso che per acquistarne una che sentiamo più nostra bisogna opporsi. Non è un atto di superbia ma uno sfogo nato da chi vuole tutelare la propria diversità dagli altri, dai grandi. 

Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria

Tanti hanno parlato e continuano a parlare della Juve Stabia, giudicandola in ogni aspetto e sfaccettatura. Ma se è vero che nel calcio contano i risultati, c’è poco da controbattere: i fatti parlano ed anche chiaro. Le vespe non hanno avuto alcun regalo, nè in termini di arbitraggio nè in termini di sacrificio. I calciatori professionisti che vestono la maglietta della Juve Stabia hanno deciso di portarla con onore, facendo aderire il tessuto alla pelle e sentendone il battito della piazza sul lato sinistro, vicino al cuore… quell’instancabile tum tum tum che vibra in massa alla sola vista dei colori gialloblù!