Juve Stabia, il ritmo delle cose fa perdere punti e partita, le vespe sfoggiano la bruttezza

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Juve Stabia, l’editoriale, il nostro pensiero dopo la seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Mister Pagliuca, messi ko dal Cittadella allo Stadio Romeo Menti.

Arriva la 28esima di campionato per Castellammare di Stabia e con lei l’amarezza di non aver pareggiato il match. La Juve Stabia resta a  39 punti in classifica.

Il tecnico stabiese, così come Davide Buglio, capitano della Juve Stabia, è apparso davvero amareggiato per questa sconfitta dichiarando, in conferenza stampa post gara, che la squadra aveva perso ritmo, intensità e la voglia di poterla pareggiare.

Una Juve Stabia quasi demotivata, fiacca, che seppure non toglie merito a quanto finora costruito, non ci permette di incolpare il singolo perchè nessuno ha poi veramente recuperato l’errore di Varnier che ha permesso al Cittadella di andare in vantaggio, tanto è che la gara è terminata 0-1.

Dalle parole di Rkomi  con “ Il ritmo delle cose” in cui ci si addentra nel caos delle relazioni moderne, dove emozioni e incomprensioni si sovrappongono in un vortice di esperienze contrastanti, è facile trovare la similitudine con ciò che è accaduto oggi in casa Juve Stabia. Il ritmo delle cose è un pezzo molto attuale che narra del modo di vivere e sentire, sospesi tra la voglia di lasciarci andare e la paura di perdersi davvero tra il caos percettivo delle emozioni.

Questo caos che forma
Il ritmo delle cose
Il ritmo che ci muove
Ci corre nella gola
Ci spezza le parole
È il ritmo delle cose
E ti stancherai come fai coi vestiti
Mi romperai come i tuoi giochi preferiti
Quante cose distruggiamo costruendo

Sì, perchè dalla gara contro il Cittadella sono emerse alcune defezioni: chi è subentrato ha continuato quel ritmo non ritmo visto dal 20’ in poi, Adorante è stato ammonito per cui salterà il match contro il Mantova per squalifica, non c’è stata lotta sulle seconde palle su cui la Juve Stabia arrivava sempre in ritardo, l’errore del singolo non può essere decisivo, ma soprattutto la squadra è apparsa stanca!

Juve Stabia- Cittadella: analisi della partita

Inizia proprio Okwonkwo ma Ruggero recupera e allontana il pericolo. Al 4′ Pierobon servito da Fortini, la alza alta dal limite dell’area. E’ il 6′ quando Adorante di testa sugli sviluppi di una punizione battuta da Leone, non riesce a concretizzare. Lo segue Piscopo per Buglio, ma Kastrati respinge. Al 17′ azione che parte da Buglio per Mussolini, nulla di fatto.

Al 27′ l’episodio, un altro, Pavan intercetta la sfera mossa da Piscopo ma colpisce con il braccio. Il Direttore di gara non assegna il rigore.

Passano pcohi minuti quando Rabbi supera il duello con Varnier e serve Okwonkwo, autore dello 0-1. Rispondono, debolmente, Leone e Adorante, ma Kastrati non concede.

Al 44′ altro fallo di mani del Cittadella, ancora una volta l’arbitro non concede il rigore bensì alza per ben tre volte il cartellino rosso verso la panchina delle vespe: espulsi La Penna, Carbone e Aurino.

Finisce 0-1 il primo tempo.

Alla ripresa, la piazza si aspettava il cambiamento ed invece è stato un susseguirsi sporadico e raro di qualche azione della Juve Stabia neanche troppo convincente. Pagliuca effettua i cambi, ma chi subentra non lascia alcuna traccia se non l’amaro disincanto che gli stabiesi non recupereranno neache un punto in classifica.

La gara più brutta disputata al Menti, è così che è stata già etichettata dai tifosi. In realtà, come racconta Amèlie Nothomb, scrittrice belga, essere brutti è rassicurante: non ci sono sfide da raccogliere, basta abbandonarsi alla propria sfortuna, farci i gargarismi, è così confortevole. La bellezza invece è una promessa: bisogna poterla mantenere, bisogna essere all’altezza. È difficile. Dopo ventotto gare, la Juve Stabia si è presa il lusso della bruttezza, oltre ogni errore arbitrale di cui anche Buglio non ha voluto parlare in conferenza per non creare alibi, essendo cansapevole che dovrà farsi vedere ancora bella, più bella, tanto bella, già in quel di Mantova!