Picchiava la compagna perché credeva avesse una relazione con un amico di famiglia. Sarà processato per il reato di minacce, con tanto di aggravante, un 56enne di Nocera Inferiore. Poche parole, la minaccia di utilizzare un coltello e le botte alla convivente, costeranno ora un processo a un nocerino, citato a giudizio dinanzi al giudice monocratico. I fatti risalgono al 2013: a sporgere denuncia fu proprio la vittima, riempita per l’ennesima volta di botte dal compagno che – stando alla querela – credeva che la donna avesse una relazione sentimentale con un amico di famiglia. Fu la figlia a notare il genitore in lacrime, con le mani al volto, all’interno della camera letto. Erano le 23.00 del 19 ottobre 2013. Il fatto avvenne in un appartamento di via Gramsci. La circostanza spinse la stessa a chiedere spiegazioni all’uomo sulle ragioni di quei lividi sul corpo della madre.
La situazione però non migliorò, con il 56enne che prese a minacciare anche la figlia della convivente. Le cose si complicarono quando la donna riferì che avrebbe chiesto aiuto al fratello. A quel punto l’uomo, atteso a giorni dal processo, impugnò un coltello per poi avvicinarsi alla ragazza. Quest’ultima, afferrò la madre e corse a chiudersi in camera da letto, a chiave, per poi chiamare una pattuglia dei carabinieri. La vittima, in passato, non era mai riuscita a denunciare i maltrattamenti subiti dal compagno. Fu la determinazione della figlia, che vide il genitore dolorante e in lacrime, a convincerla a rivolgersi alle forze dell’ordine e a chiudere, forse, definitivamente quel periodo di violenze.

