Pagani. Ieri caos in consiglio comunale in merito alla crisi politica  

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Da amministrazione del “taglio dei nastri” a quella di “De Prisco 2.0”.  Rimpasto di giunta da “calciomercato” o per amore della città? Parole in contrasto e confusione espressa dagli stessi consiglieri comunali.

Quali sono stati i reali motivi della crisi politica in seno all’amministrazione De Prisco? Tuttora non si conoscono i motivi, nonostante ci sia stata un’apposita seduta di consiglio della durata di 2 ore,  ci sono tuttavia delle ipotesi a riguardo, quasi la seduta si è trasformata in un romanzo poliziesco. Questo è accaduto ieri in sede di consiglio comunale presso l’Auditorium Sant’Alfonso Maria De Liguori, in particolare durante la discussione in merito al punto terzo all’ordine del giorno, voluto da 9 consiglieri comunali di minoranza. La fetta dei consiglieri comunali rimasti coerenti in minoranza,  seppur diventa difficile definirla tale, visti i 12 soggetti politici di contrasto a un altrettanto numero in maggioranza, chiede spiegazione ai soggetti politici che hanno fatto il travaso dalla minoranza alla maggioranza. Il gruppo Orizzonte Comune, intanto, continua a battere chiodo sul fatto che l’amministrazione De Prisco, qualcuno in sede di consiglio l’ha definita ora “De Prisco 2.0”, non ha prestato attenzione alla risoluzione di piccoli problemi che attanagliano la città, inoltre senza  salvaguardare il patrimonio storico della città. Il gruppo bottoniano Civicamente, fedele al padre Salvatore Bottone, evidenzia in pubblico la delusione di aver appoggiato la forza politica di De Prisco, dopo che sono saltati certi dialoghi relativamente alla Sam.

Arrivano poi attacchi da franchi tiratori, principalmente, dalle forze di centro destra e da Italia Viva sulla maggioranza e sui neoconsiglieri e neoassessori, definiti da qualcuno come acquisti da “calciomercato”. Mentre dai banchi della maggioranza c’è chi rimane dispiaciuto per gli ex amici di banco che hanno fatto il salto della quaglia, altri, invece, cercano di addossarsi  lustrini quando erano assessori. Quanto all’ormai esile FdI, la portavoce come una madre comprensiva rispetta le scelte dei suoi figli ma non le condivide. Proprio dai banchi di FdI arriva la domanda più importante, nonché motivo dell’incontro, perché c’è stata questa crisi politica?  Si sperava che i consiglieri comunali, in veste poliziesca, riuscissero a inquadrare i motivi, ammesso che ce ne siano più di uno, ma non è stato così, il tutto viene avvolto in un alone di mistero. Dunque, la grande fetta della minoranza o, come meglio definirla, “maggioranza al quadrato” va via quasi evidenziando una sorta di protesta. Il sindaco, ormai solo con la sua maggioranza, avrebbe potuto dire l’ultima parola, quella che dava un senso al punto 3 all’ordine del giorno, invece anche lui, come gli altri,  avanza un’ipotesi: forse,  il gruppo Orizzonte Comune ha fatto una scelta politica per creare la crisi politica. Ecco che esce fuori tutta la magia della politica locale, dove ci sono mezze risposte, tutti sono vittime e nessuno è carnefice.