Il Cosenza Calcio, la scheda del prossimo avversario della Juve Stabia

Il Cosenza conta 26 partecipazioni al campionato di Serie B

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Fondato nel 1926 (sebbene la nascita del club sia tradizionalmente retrodatata al 1914, in occasione dell’esordio calcistico della polisportiva Fortitudo), cominciò a partecipare al campionato italiano di calcio nel 1927. Il Cosenza conta 26 partecipazioni al campionato di Serie B, categoria nella quale ha esordito nel 1946-1947 e nella quale ha colto il suo massimo risultato nel 1991-1992, piazzandosi al quinto posto in classifica. Nella sua storia il club si è aggiudicato un titolo di IV Serie nel 1958, una Coppa Anglo-Italiana nel 1983 e una Coppa Italia Lega Pro nel 2015, divenendo la prima ed unica squadra calabrese ad aver vinto un trofeo nazionale. A livello giovanile ha vinto un Campionato nazionale Dante Berretti di Serie A-B nel 1992-93. È la seconda squadra, dopo il Taranto, con il maggior numero di partecipazioni al campionato cadetto tra quelle che non hanno mai raggiunto la Serie A. La FIGC colloca il Cosenza al 55º posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati. Inoltre il club figura al 34º posto nella classifica perpetua della Serie B.

Il calcio a Cosenza fu introdotto nel 1908. Dalla fusione di varie squadre locali nacque, il 1º marzo 1912, Nel 1926, da dissapori tra i membri della Fortitudo, nacque il Cosenza Football Club, che adottò i colori rossoblù in onore del Genoa. Dalla stagione 1929-1930, con la novità della Serie A e Serie B a girone unico e della Prima e Seconda Divisione a carattere interregionale, il Cosenza Sport Club comincia a disputare i campionati nazionali, nel 1931 fu inaugurato il Campo Sportivo Città di Cosenza, che, dopo vari anni, assunse il nome di stadio Emilio Morrone, un giovane cosentino caduto, per un incidente di gioco, durante una gara. Dopo la sospensione causata dallo scoppio della seconda guerra mondiale, la ripresa dell’attività agonistica a Cosenza sarà particolarmente laboriosa, la squadra così ridisegnata da Vignolini si attestò stabilmente nei quartieri alti della classifica, venendo promossa per la prima volta in Serie B. Si ricorda una amichevole Cosenza-Inter del 22 dicembre 1954 terminata con la vittoria dei milanesi per 2 a 1,  nel campionato 1959-1960 quando dopo un lungo dominio in vetta alla classifica, i rossoblù si arresero nelle ultime partite al Foggia e persero nuovamente la Serie B.

La crisi societaria diventa sempre più grave: il fallimento era alle porte e l’amara retrocessione in Serie D della stagione 1973-1974 parve segnare l’epilogo della storia del sodalizio cosentino. Il campionato 1974-1975 inizia nel caos più assoluto. Per la riforma dei campionati, la stagione 1978-1979 vide il Cosenza in Serie C2. La presidenza fu assunta da Osvaldo Siciliano, che aveva propositi di rilancio, ma il campionato fu vinto dai “cugini” del Rende. Nel campionato 1979-1980, Nedo Sonetti riportò il Cosenza in Serie C1,  e dopo aver conseguito il piazzamento utile per la disputa della Coppa Italia Professionisti (1986-1987), Di Marzio fu l’artefice, nel 1987-1988, della promozione in Serie B attesa per ben 24 anni. Il 1989 fu l’anno anche della misteriosa morte dell’ex calciatore del Cosenza Donato Bergamini, a cui oggi è intitolata la curva sud dello stadio San Vito. Dopo una tribolata salvezza nel campionato di Serie B 1989-1990, quello successivo 1990-1991, comincia anche peggio e alla fine si risolverà con una grande bagarre in coda: ben 9 squadre in 2 punti e dopo la partenza di Reja e di alcuni protagonisti dell’annata 1991-1992, la squadra non riuscì a replicare l’exploit. Nel 1994-1995 il Cosenza di Alberto Zaccheroni, nonostante la penalizzazione di nove punti in classifica, riuscì a salvarsi con largo anticipo, arrivando a toccare le soglie della promozione in Serie A a fine marzo, Il Cosenza disputò poi altri quattro campionati di Serie B, occupando il primo posto per nove settimane e mezzo nel 2000-2001.

A seguito della radiazione del club dal panorama calcistico italiano, l’allora sindaco di Cosenza Eva Catizone diede vita a un progetto di rinascita del calcio rossoblù, riammesso poi in seguito in serie d e dopo alcuni campionati anonimi, Il Cosenza Calcio 1914, fallì definitivamente nel 2005 e il Cosenza F.C., assurto al ruolo di prima e unica squadra cittadina, cambiò denominazione in Associazione Sportiva Cosenza Calcio. Rinforzata dagli innesti di Stefano Fiore e dell’esperto attaccante Raffaele Biancolino, nel 2009-2010 la squadra deluse le attese, nell’estate del 2011 fu costituita una nuova società, la Nuova Cosenza Calcio S.r.l., presieduta da Eugenio Guarascio. Il 5 agosto 2013, grazie al buon piazzamento nella graduatoria dei ripescaggi in quanto vincitrice dei play-off del girone I, il Cosenza ritornò nel campionato professionistico di Lega Pro, dopo due stagioni. Dopo aver disputato un ottimo campionato e aver visto svanire l’ingresso nei play-off nella stagione 2015-2016 a causa di una flessione nel finale di campionato, nella stagione 2016-2017 il Cosenza ebbe accesso ai play-off, dove uscì ai quarti di finale.

Nella stagione 2017/2018 sotto la guida di Piero Braglia il Cosenza torna i cadetteria dopo 15 anni. La tribolata stagione 2020-2021, ancora a porte chiuse per la pandemia di COVID-19, si chiuse con la retrocessione sul campo all’ultima giornata, dopo la sconfitta in casa del Pordenone, ma il club venne riammesso in Serie B dalla FIGC in seguito all’esclusione dalla serie cadetta del Chievo. Nel 2021-2022 la sofferta salvezza venne ottenuta ai play-out a spese del L.R. Vicenza e l’anno dopo, nella stagione 2022-2023, sempre ai play-out a spese del Brescia. Nella stagione 2023-2024 la società rinforza la squadra, riportando a Cosenza l’attaccante Gennaro Tutino, che chiuderà al secondo posto la classifica marcatori della Serie B con 20 reti realizzate, record assoluto per un calciatore del Cosenza. Dopo un buon inizio con Fabio Caserta, tuttavia la squadra si smarrisce e finisce a ridosso della zona play out. Il cambio in panchina con il ritorno di William Viali porta buoni risultati e il Cosenza si salva con due giornate di anticipo concludendo la stagione al nono posto, a cinque punti di distanza dalla zona play-off.