Gli ultimi episodi al Mapei Stadium – Città del Tricolore di sabato scorso in Sassuolo – Juve Stabia e non solo, fanno propendere per un sì alla domanda provocatoria nel titolo di questo articolo. Già le decisioni prese al VAR e sul campo fanno pensare e non poco, all’effettiva utilità di questo Video Assistant Referee, viste le tante discussioni e diatribe che lo stesso innesca in tante situazioni di campo. Molte volte infatti si è portati a pensare al perché si perda tanto tempo per tracciare due semplici righe per determinare un fuori gioco, nel giudicare un fallo da rigore o determinare in altre se il fallo commesso era da ultimo uomo o meno, tutto questo nasce dal fatto che inevitabilmente la mano e il ragionamento umano entra sempre in gioco. E se questo accade quindi questo supporto tecnologico è tale ma solo sulla carta se sono “io” a decidere dove far partire un lancio e scegliere semmai il fotogramma migliore per portare avanti una tesi piuttosto che un’altra. Insomma il tutto è ancora molto “umano” e nulla di tecnologico è stato aggiunto se non il fatto di farsi belli e rendersi moderni come gli altri paesi che lo hanno adottato. Ecco gli altri paesi, in Europa, nella nostra Europa calcistica, però non tutti hanno accettato di buon grado questa innovazione, teorica a volte, salva-errori/orrori, c’è un paese come la Svezia che di VAR non ne ha voluto nemmeno sentir parlare e và avanti a giocare i suoi campionati a tutti i livelli come una volta. Un paese che in tanti aspetti è super moderno ha detto no, rispettando i suoi principali protagonisti, i suoi club e in special modo i suoi tifosi, i tifosi tutti, di tutte le squadre di quella nazione che non hanno voluto che la tecnologia prendesse il sopravvento e cancellasse la tradizionale partita di calcio, non rischiando, come in tanti altri paesi calciofili, di farlo sembrare sempre più motivo di scontro, diatribe e momenti a volte anche imbarazzanti. Da quelle parti, lassù in Europa, un altro paese la Norvegia stà pensando seriamente di passare alla storia come primo paese a rinunciare al VAR. Infatti in un recente referendum le 32 squadre professionistiche si sono espresse in maggioranza negativamente al prosieguo dell’utilizzo dello stesso, 19 club su 13, e non sono mancate proteste eclatanti anche da parte dei tifosi, ricordiamo la sospensione della gara tra Rosemborg e Lillestrom , con un bombardamento in campo: tirarono tante palline da tennis, ma anche dei tortini di pesce e tra cori, striscioni e social vennero espressi concetti chiarissimi.
Recentemente si è anche espresso il presidente della stessa federazione norvegese Cato Haug, che ha spiegato il perché dell’esito della votazione è stato contrario all’uso del VAR, dichiarando:
“Sappiamo che la tecnologia ha del potenziale, ma attraverso la discussione odierna e la successiva votazione ci rendiamo conto che la maggior parte dei nostri club ritiene che la versione attuale del VAR non funzioni abbastanza bene”
Ovviamente la decisione finale sarà presa dalla stessa federazione ad inizio marzo, ma tutto lascia presagire che il nuovo campionato che da quelle parti inizia il prossimo 29 marzo, avrà ancora il VAR come protagonista salvo clamorose sorprese.

