Aveva rapinato, sequestrato e picchiato il parroco della chiesa di Sant’Anna di Fisciano. Ieri mattina, davanti al gip Paolo Valiante, l’albanese J.A. ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. E’ attualmente detenuto in carcere a Napoli, sempre per rapina, commessa però in altre circostanze. Il suo arresto fu reso possibile dalle indagini incrociate dei carabinieri di Salerno e Baronissi. Lo straniero si era reso responsabile di una rapina consumata ai danni di un sacerdote, il 19 dicembre 2015 a Fisciano.
Erano le 20.30 quel giorno, quando il parroco della chiesa, uscendo dalla canonica per riavviare la caldaia del locale, si ritrovò davanti a due uomini con il volto parzialmente coperto da una felpa. Uno di loro era armato di pistola, mentre l’altro di un cacciavite di grosse dimensioni. La vittima fu spinta all’interno della chiesa, poi presa a calci e pugni. Gli aggressori gli intimarono di rivelare dove fosse custodito il denaro della cassa parrocchiale. Era dentro una borsa, che fu rubata dai due rapinatori. Non soddisfatti, imbavagliarono il parroco con un nastro da imballaggio, per poi coprirgli il volto con un accappatoio fissato con la cintura ai polsi del sacerdote. Poi lo chiusero nel bagno della sacrestia. Liberi di agire indisturbati, fecero razzia di oggetti sacri di valore, tenendo la vittima sotto minaccia con una pistola nel caso avesse chiesto aiuto. Dopo un paio d’ore, il parroco riuscì a liberarsi e a recarsi in pronto soccorso, dopo aver chiamato un altro parrocchiano al telefono. I carabinieri, all’esito delle indagini, rinvennero all’interno della chiesa la pistola utilizzata da uno dei due rapinatori, una calibro 6,35 ,completa di caricatore e 5 colpi. Insieme al nastro adesivo da pacchi e all’accappatoio utilizzato per immobilizzare il sacerdote. J.A. fu individuato dopo mesi di indagine, con il contestuale arresto disposto dalla Procura di Nocera Inferiore

