“Ti Racconto i Campioni del Napoli”, libro composto da 240 pagine e pubblicato dalla Gribaudo Editore è una narrazione davvero interessantissima, una fantastica galleria di personaggi che hanno fatto la storia del Napoli sia dalla panchina che in campo, conosciuti in prima persona dal capitano Giuseppe Bruscolotti, nato a Sassano nel giugno del 1951, che ha militato per 16 stagioni nel Napoli diventandone ben presto anche il capitano. Fascia di capitano che poi cedette al grandissimo Diego Armando Maradona con la promessa mantenuta da parte del Pibe di portare lo scudetto a Napoli.
Stasera al Teatro Karol di Castellammare di Stabia alle 18:30, con una notevole affluenza di pubblico, Bruscolotti ha presentato il suo libro. Con lui sul palco ex calciatori del calibro di Roberto Amodio, ex bandiera della Juve Stabia ma anche ex di Napoli e Avellino, e Salvatore Di Somma che tra le fila dell’Avellino fu tante volte avversario in campo di Bruscolotti in maglia azzurra. La presentazione del libro è stata moderata dal professor Pierluigi Fiorenza con la presenza del giornalista Gaetano Imparato.
“Ti racconto i campioni del Napoli”, un libro che descrive un calcio romantico che non esiste più purtroppo.
“Pal’ e’ fierr'”, come veniva chiamato Beppe Bruscolotti quando era un difensore arcigno difficilmente superabile, racconta tutta la sua storia di calciatore di successo e la sua dedizione ai colori azzurri e alla causa azzurra a cui ha dedicato praticamente tutta la sua carriera. Beppe racconta un calcio romantico che purtroppo non esiste più. Un calcio dove non esistevano i procuratori e dove i calciatori non erano blindati durante la settimana ma potevano andare a fare visita ai club dei tifosi, cosa impensabile nel calcio attuale.
Nel libro, attraverso i racconti di Bruscolotti, si ripercorrono gli ultimi 50 anni di storia del Napoli con una galleria fantastica di personaggi che sono stati conosciuti in prima persona dall’ex capitano degli azzurri: da Chiappella a Vinicio (per Bruscolotti il migliore allenatore avuto in carriera, vero fratello maggiore ma che richiedeva anche il massimo impegno in campo), fino a Savoldi, Juliano, Bianchi, Maradona, Careca, Giordano, Cavani, Hamsik e Spalletti.
Bruscolotti nel suo libro “Ti racconto i campioni del Napoli” elargisce anche dei consigli ai giovani che oggi si approcciano al mondo del calcio, sottolineando l’importanza della scuola da non trascurare mai: “Non solo calcio, nelle mie giornate c’è spazio anche per la scuola perchè il cliché del giocatore ignorante e poco incline a rimanere fermo sui libri non mi appartiene. A me piace studiare e, fino a quando riesco a conciliare, faccio il possibile per ottenere buoni voti. Frequento l’Istituto di Ragioneria fino alla terza classe, poi la carriera da calciatore prende il sopravvento, non per pigrizia o perché allettato da stipendi da capogiro, ma semplicemente per questioni logistiche”.
Nel corso della presentazione del libro, molti gli aneddoti ricordati da Bruscolotti: in primis il suo mancato passaggio alla Juve Stabia che sembrava cosa fatta prima di passare al Sorrento di Achille Lauro. L’ex capitano del Napoli ricorda che fu una trattativa estenuante che alla fine non si concretizzò solo perché all’una di notte si era ancora a discutere al tavolo del possibile passaggio alla Juve Stabia poi tramontato.
Beppe ricorda anche i momenti difficili dell’epatite virale contratta nella stagione 1982-83 mentre il Napoli andava malissimo in campo e rischiava la retrocessione in B. Il passaggio alla Roma di Falcao e di Liedholm saltato solo a causa di una intervento di rimozione di una calcificazione alla caviglia. Molto bello anche il ricordo di Roberto Amodio nell’essere stato quasi “adottato” dalla famiglia Bruscolotti agli inizi della sua carriera nel Napoli. Molte le giornate passate a casa Bruscolotti. Come molto bella è la considerazione di Salvatore Di Somma sul fatto che né lui né Bruscolotti abbiano trovato spazio in Nazionale a causa del fatto di non aver militato nelle grandi squadre del nord.
Bellissimo il ricordo finale di Bruscolotti su un infortunio alla testa capitato in allenamento con Massimo Filardi. Il medico del Napoli che gli consiglia di addormentarsi più tardi possibile per la forte botta subita alla testa. E alle due di notte chi arriva? Il re del calcio in persona, il grandissimo Diego Maradona che si offre di fargli compagnia tutta la notte.
Il libro di Giuseppe Bruscolotti è consigliato ai tantissimi tifosi del Napoli. A chi ne ha conosciuto le gesta e lo ha visto giocare ma anche ai giovani che si avvicinano ora al mondo del calcio. Perché in esso c’è l’immagine di un calcio che non esiste più e che di sicuro non tornerà più. Un calcio molto più romantico e molto meno legato al dio denaro e con tantissimi valori morali in più. Un calcio di cui sentiamo enormemente la mancanza.


