Da oggi è ingegnere bis, classe ’41, si è laureato per la seconda volta in Ingegneria Civile con 110 e lode.
Già ingegnere meccanico, da oggi, a pochi giorni dal suo compleanno, è anche ingegnere civile a tutti gli effetti. Si tratta di un sogno, il suo, rimasto per tanti anni nel cassetto e che oggi è diventato realtà. Frajese, attualmente in pensione, è stato ingegnere capo del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino ed ha ricoperto diversi ruoli all’interno dell’Ordine degli Ingegneri, membro d’esami e relatore di convegni, e ne è ancora parte attiva in varie iniziative. Nel febbraio del 1977, all’Università “Federico II” di Napoli, si laureò in Ingegneria Meccanica con una tesi in “Riduzione del rumore nei ventilatori centrifughi”.
Di lì cominciò la sua carriera. Però, nonostante una vita personale e professionale ricca di soddisfazioni, una moglie con cui ha già celebrato 50 anni di matrimonio e tre figli, nel cuore gli era rimasto il desiderio di laurearsi in Ingegneria Civile. Ed oggi pomeriggio, presso l’Università degli Studi di Salerno, ha raggiunto questo obiettivo con una tesi in “Analisi comparativa di metodi di calcolo manuali e mediante software di tensostrutture in acciaio” – “Percorso: Progettazione strutturale e riqualificazione sismica”, con relatore il Prof. Ing. Vincenzo Piluso e correlatore il Prof. Ing. Elide Nastri. Si pensi che il percorso di laurea che sugella oggi è iniziato durante i tempi della pandemia per poi riprendere nelle aule affollate dell’ateneo salernitano quando si è ripreso a frequentare in presenza. Una bella storia, quella che stiamo raccontando, un esempio per i nostri ragazzi a non mollare mai, a perseguire sogni ed obiettivi, a seguire quell’idea che la mattina ci può far svegliare un’ora prima. Come dice spesso lo psicologo Crepet nei suoi interventi, “Bisogna essere inquieti, altrimenti si rischia di diventare inquietanti”.
Insomma, esperienze come quella di Frajese ci fanno riflettere sull’importanza di amare il proprio lavoro, seguire le proprie passioni, e non necessariamente e soltanto per fini pratici o economici. La costruzione della nostra identità, della personalità, del nostro percorso e del carattere passano anche e soprattutto attraverso la “passione” per quello che ci piace e ci fa essere noi stessi. Citando un altro noto psicologo, Raffaele Morelli, “Ciascuno di noi è una pianta unica, e bisogna far germogliare quel seme autentico”. Bisogna vivere in una comunità ma non uniformarsi mai. Congratulazioni, ingegnere Frajese. E ad maiora!

