I due speaker radiofonici sono stati presenti recentemente al «Pitti Pizza & Friends» di Salerno in qualità di conduttori in compagnia della bellissima Antonella Fiordelisi, la loro presenza calorosa ha creato un bellissimo rapporto simbiotico con il pubblico. Dunque i due amici, si definiscono «fratelli», originari di Napoli si raccontano in questa intervista.

Di Marco Visconti
Siete stati presenti recentemente al «Pitti Pizza & Friends» di Salerno, cosa ne pensate di questa città?
R: «Io vivrei subito a Salerno, mi è sempre piaciuta». M: «La gente di Salerno è calorosa».
Ritornerete a Salerno e vi rivedremo con Antonella Fiordelisi?
M: «Sì, ritorneremo a Salerno». R: «C’è stata una bella sinergia con Fiordelisi, ci siamo divertiti, non mancherà sicuramente occasione di salire insieme sul palco».
Quando vi siete conosciuti?
R: «La battuta che facciamo sempre è questa: ci siamo conosciuti 10 anni fa al tavolo di poker ed eravamo io, Marco, Robert De Niro e Tom Cruise». M: «Quest’ anno festeggiamo 10 anni di amicizia vera, noi siamo prima amici, “fratelli”, poi colleghi. È stata la nostra amicizia il motore del nostro lavoro».
Avete caratteri diversi, forse questo è stato il meccanismo che ha consolidato la vostra amicizia?
R: «Se fossimo stati troppo simili, non avremmo lavorato insieme». M: «Noi siamo diversi sia fisicamente che caratterialmente: uno è moro e l’altro biondo, uno è tatuato e l’altro senza tatuaggi, uno sembra il diavolo e l’altro l’acqua santa. Probabilmente è questa la nostra forza, l’uno conosce le debolezze dell’altro e quindi veniamo in soccorso laddove ci troviamo in difficoltà, sia in amicizia che per il lavoro».
Quando nasce la passione per la radio?
R: «Da sempre». M:«Tuttavia noi partiamo dal teatro, facevamo teatro insieme, ci è sempre piaciuto esprimerci tramite l’arte».
Dove avete fatto teatro?
M: «Abbiamo fatto teatro a Napoli. Eravamo in una compagnia teatrale con cui abbiamo fatto sketch comici, laboratori, conduzione poi ci siamo iscritti all’Università Suor Orsola Benincasa, qui abbiamo iniziato con la radio, in seguito siamo stati 2 anni e mezzo a Radio Ibiza, poi siamo stati individuati da Radio Kiss Kiss». R: «La radio ci ha scelto, ci ha chiamato, è lei che ha scelto noi».
Cos’è per voi la radio?
M e R: «La radio è vita».
Voi in radio siete ironici e iconici, lo siete anche nella vita privata?
R: «Cerchiamo di sorridere alla vita, perché proviamo a non farci sovrastare dai problemi. Dunque ciò che siamo in radio lo siamo anche nella vita privata». M: «Noi non usiamo una maschera quando andiamo in onda tramite la radio, cerchiamo di comunicare noi stessi attraverso gli argomenti del programma».
Ciò che fate è autentico, in genere tramite i mass-media si tende a indossare una maschera, invece voi la svelate, è la spontaneità la fonte del vostro successo?
M e R: «Sì! Il nostro amico Clementino ci ha insegnato che noi siamo del popolo».
Vi rivedremo in Rai?
R: «Forse non solo in Rai, ma anche in qualche altra parte». M: «Qualcosa c’è».
C’è qualche artista che desiderereste intervistare?
M e R: «Citiamo alcuni cantanti stranieri e italiani». R: «Justin Bieber, Backstreet Boys, Vasco Rossi». M: «Dua Lipa, Rihanna e Tiziano Ferro».
Vi piacerebbe spaziare lavorativamente anche nel teatro?
R: «Il teatro ci affascina sempre, ci piacerebbe portare in teatro un nostro spettacolo. Nel caso in cui riuscissimo realizzare un nostro spettacolo, faremmo sicuramente una tappa a Salerno». M: «Immaginiamo di portare in spettacolo un’opera teatrale basata su noi due».
Ci sarà in divenire un altro programma per Radio Kiss Kiss?
R: «Ogni martedì ci sarà un programma televisivo su Kiss Kiss tv e si chiama “Music Viral Chart”, che prevede la classifica delle 10 canzoni più virali su TikTok». M: «Noi commentiamo non solo la canzone ma anche il contenuto su TikTok».
Qual è il vostro rapporto con i social network?
M: «Per noi sono un passatempo e, di parallelo, li prendiamo con serietà. Sono un modo per esprimerci e arrivare al pubblico». R: «Mi allaccio a quanto detto da Marco, inoltre se non c’è divertimento dietro a un contenuto social o contenuto radiofonico, non creiamo nessun contenuto».

