Uno dei responsabili dell’azienda ha chiamato telefonicamente alcuni operai per suddividere la spazzatura. Ma i lavoratori hanno un ordine di servizio che vieta questa tipologia di operazione, quindi il dirigente li intimidisce tramite conversazione telefonica.
Di Marco Visconti
L’azienda Tekra fa pressione sui suoi dipendenti per svolgere attività non di loro competenza: si tratta di scartare i rifiuti dalla pressa compattatrice. Già il sindacato Fial, capeggiato dal segretario generale Domenico Merolla, ha portato in auge alcune azioni non ragguardevoli da parte dell’azienda nei riguardi dei suoi dipendenti, tra cui quello di ordinare ai dipendenti di scartare i rifiuti nella pressa compattatrice. Un simile ordine, va contro la legga 81 del 2008 sulla sicurezza sul lavoro. Recentemente gli operai non hanno ascoltato il responsabile di suddividere i rifiuti, smaltendo di recente ben 220 quintali di immondizia. La pressa compattatrice conteneva casse di legno, plastica, cartoni e umido. Quindi il dirigente li chiama telefonicamente ammonendoli e minacciandoli, si riporta la conversazione telefonica avvenuta tra il direttore e i suoi operai.
Direttore: «No, chiaritevi perché se volete creare problemi, noi tra 8 mesi andiamo via, noi lo sfizio con qualcuno di voi ce lo prendiamo, se qualcuno vuole mettersi contro l’azienda. Ognuno di voi sta prendendo più soldi di quelli che prendono sul tabulato per il passaggio di cantiere, dillo agli amici tuoi. Per voi questo non conta? Altrimenti vi faccio uscire sulla busta paga quello che sta sul passaggio di cantiere».
Dipendente 1: «Siamo 6 di noi che portiamo la baracca avanti, poi c’è chi non viene più, chi sta in malattia perenne».
Direttore: «Questi problemi li ha creati chi sta prima di me, non io, questi mostri, purtroppo, li ha creati la ditta di prima. Se eravate solo 6 di voi, vi davo 2mila euro al mese, Tekra non può pagare gli scomodi dell’altra gente. Voi tanti problemi con l’altra ditta non li facevate, avevate un parcheggio di merda, mezzi di merda, monnezza ovunque, non avevate uno spogliatoio, eppure non dicevate niente. Ora fate storie sullo scartare i prodotti. Non mi posso prendere la cazziata, però chiamò quello dell’impianto per dirmi che è arrivata dalla presse del mercato un macello: umido, cascette. Mi disse che questi non fanno la raccolta differenziata, mi riempì di merda. Se questa pressa arriva come questa qua, deve ritornare indietro, voi avete capito se questa pressa ritorna indietro? Quando arriva la pressa deve essere fatta perbene, per piacere non facciamo casino».
Dipendente 2 parla in altra sede con un suo collega: «Non possiamo –precisa il dipendente – scartare questa roba, quindi non lo facciamo. C’è la Multiservizi, noi non possiamo scartare gli oggetti e soprattutto l’umido».

