Scampia, polemica sulle sedie vuote ai  funerali. Fa chiarezza il Comitato Vele

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Molte redazioni giornalistiche nazionali hanno evidenziato, tramite una foto,  la scarsa partecipazione dei locali ai funerali delle vittime della Vela Celeste. Le sedie erano roventi per l’emergenza caldo estivo. Gli abitanti delle Vele erano in realtà presenti. Domani alle ore 17:30 ci sarà in Piazza Dante  la manifestazione di protesta organizzata dal Comitato Vele.

Di Marco Visconti 

I funerali, dedicati alle 3 vittime, sono stati anticipati alle ore 9 causa emergenza caldo. L’arcivescovo  Mimmo Battaglia ha tenuto il rituale presso l’imponente Piazza Giovanni Paolo II di Scampia. Ma le sedie nere, sulle quali nessuno era seduto, eccetto per gli ospiti, alti uomini di governo posizionati in luoghi strategici dove hanno beneficiato dell’ombra, sono state le vere protagoniste della mattinata. Non è stata la predica dell’arcivescovo, ricca di parole profonde, né il ricordo dei cari estinti, ma ha fatto breccia agli occhi di molti giornalisti quell’immagine, quelle sedie svuotate, come se non interessasse nemmeno alla comunità di Scampia quelle morti, sì, perché i locali sono “interessati a occupare spazi illegalmente”, nel caso di specie l’università “Federico II”.

L’abitante di Scampia viene dunque racchiuso in quel topos di illegalità che, come gabbia, non riesce ad uscirne. Neppure a causa di una tragedia. Si aggiunge, parafrasando le parole di monsignor Mimmo Battaglia,  “un’ altra etichette mediatica frettolosa …  più attratta dalla decadenza del male che dai tanti segni primaverili di riscatto”. È chiaro che l’emergenza calore ha impedito la possibilità dei presenti di sedersi su quelle sedie roventi, quindi hanno trovato luoghi più freschi nelle vicinanze per assistere al momento solenne dei funerali. Tutto questo trova grande indignazione dal Comitato Vele di Scampia:

“E’ veramente surreale e grave  la polemica che sta montando sulla stampa e che stanno cavalcando alcune formazioni politiche storicamente nemiche della città, in  merito alla scarsa partecipazione del comitato, del popolo delle vele e della comunità di Scampia alle esequie di questa mattina. Chi l’ha alimentata, oltre a dimostrare scarso rispetto nei confronti di chi oggi sta piangendo la scomparsa dei propri cari, dimostra di comportarsi come al solito da turista del dolore, di conoscere così poco il nostro territorio da non saper valutare le assenza e le presenze.

Immagine ripresa da diverse testate nazionali.
(Photo by Alessandro GarofaloLapresse)

Vogliamo essere chiari nonostante crediamo sia raccapricciante dover fare una simile precisazione sia dal punto di vista deontologico, sia perché oggi era la giornata di cordoglio, rispetto e sostegno alle vittime. Dapprima abbiamo letto dell’assenza del Comitato Vele ai funerali per protesta. Non è vero, il Comitato era presente e non ha mai nemmeno pensato di protestare nel giorno dei funerali.  Nessuno si è seduto su quelle sedie posizionate sotto al sole e senza alcuna copertura nel giorno “dell’ emergenza ondata di calore”, era impossibile, erano di fuoco.

Molti sono arrivati in piazza e poi sono andati via, chi è rimasto si è trovato un posto all’ombra per riuscire a seguire i funerali, per evitare un’insolazione. Pubblicare una foto in cui compaiono le sedie vuote senza far vedere o senza dire che esattamente alle spalle di chi stava fotografando, all’ombra, c’erano altre centinaia di persone, è profondamente scorretto. Nonostante questo nonostante le sedie fossero state posizionate al sole- tranne quelle delle autorità- il popolo delle vele era presente, così come erano presenti i rappresentanti delle associazioni del territorio. Scampia era presente in una piazza che ha una capienza gigantesca in cui semplicemente era impossibile star al sole per più di qualche minuto, tanto che quattro persone sono svenute. Se proprio si vuole fare la conta degli assenti in un momento che dovrebbe essere solo di raccoglimento e di lutto si dovrebbe guardare al resto della città, all’ intellighenzia, alle più alte cariche dello Stato ed anche ai tanti che troppo spesso hanno utilizzate le vele solo come brand.

Al dolore per chi è morto, per chi inesorabile continua a lottare contro la morte o per chi ancora sa che la sua vita non sarà più la stessa, c’è un profondo rammarico per il tentativo di delegittimazione – anche delle lacrime – che si è voluto mettere in atto e che non ha eguali se questa stessa tragedia fosse avvenuta in qualsiasi altro posto, della città, della regione, del paese.  Ma per noi non è il giorno delle polemiche. E’ il giorno del dolore e dell’ultimo saluto a Roberto, Margherita e Patrizia.  Da domani torneremo in strada, a lottare anche per loro”.

Domani alle ore 17:30 in Piazza Dante ci sarà la manifestazione di protesta organizzata dal gruppo Comitato Vele.