L’oggetto del documento richiede interventi legislativi per la tutela e rafforzamento del giornalismo in Italia. C’è stato riscontro in data 25 giugno ed è stata annunciata all’assemblea del Senato alla seduta numero 201.
Di Marco Visconti
Senatore descrive le problematiche che attanagliano il mondo giornalistico, sottolineando l’attuale stato del giornalista che molte volte viene mortificato dalla redazione per la quale collabora. A tal proposito, Senatore chiede precise misure per arginare questa situazione. Si riporta quanto presente nella petizione:
- «Censura e influenze interne: la censura nel giornalismo è un problema crescente, spesso esercitata non solo dagli editori e dai direttori responsabili, ma anche dai redattori e caporedattori. Questi ultimi, avendo debiti di riconoscenza verso chi li ha aiutati a ottenere il posto, sono inclini a pratiche censorie che compromettono l’indipendenza dell’informazione. È cruciale condurre indagini approfondite sugli apparati sindacali per identificare e rimuovere le mele marce e la corruzione.
- Corsi di formazione e convegni: molti corsi di formazione e aggiornamenti per giornalisti si rivelano essere opportunità per promuovere libri, aziende o esibizione di artisti, piuttosto che veri momenti di crescita professionale. È necessaria una sorveglianza attiva su questi eventi per assicurare che servano effettivamente a migliorare le competenze dei giornalisti e non raccogliere voti, consenso o a favorire interessi personali.
- Ostruzionismo nelle redazioni: entrare in una redazione giornalistica è spesso un’impresa ardua a causa di pratiche di nonnismo, nepotismo e ostruzionismo. Queste barriere sono inaccettabili per chi desidera esercitare una professione riconosciuta dalla Costituzione. È fondamentale garantire un accesso equi e trasparente alle redazioni per tutti i giornalisti.
- Precarietà e sfruttamento: il settore giornalistico è afflitto da elevati livelli di precariato e sfruttamento, specialmente per i giovani stagisti che spesso svolgono il lavoro di professionisti senza le adeguate tutele contrattuali. Questa situazione non solo è ingiusta, ma compromette anche le qualità dell’informazione, poiché stagisti non adeguatamente formati è contrattualizzati finiscono per svolgere compiti critici.
Alla luce di quanto sopra esposto, chiedo al Parlamento di adottare urgentemente le seguenti misure:
- Leggi a tutela del lavoro giornalistico: introduzione di normative che garantiscono contratti di lavoro equi e stabili per i giornalisti, con tutele adeguate contro il licenziamento ingiustificato e il lavoro precario.
- Misure contro la censura e corruzione: rafforzamento le che proteggono la libertà di stampa con indagini mirate sugli apparati sindacali e sanzioni severe per chi pratica la censura interna.
- Sorvegliare sui corsi di formazione: creazione di un organismo indipendente che vigili sui corsi di formazione e aggiornamento professionale, assicurando che siano effettivamente utili per la crescita professionale dei giornalisti.
- Accesso equo alle redazioni: promuovere politiche che garantiscono un accesso trasparente alle redazioni, eliminando pratiche discriminatorie come nonnismo, nepotismo e ostruzionismo.
- Tutele dei giovani giornalisti: implementazione di misure specifiche per proteggere i giovani giornalisti e stagisti, garantendo loro contratti adeguati e opportunità di formazione professionale.
Sono convinto che un giornalismo libero, indipendente e tutelato sia fondamentale per la democrazia e il benessere della società».
Il Senato risponde: «La informiamo che la petizione da Lei inviata è stata annunciata all’Assemblea del Senato nella seduta numero 201 del 25 giugno 2024. La predetta petizione reca il numero 931 ed è stata assegnata alla 1° Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione), che ne curerà i seguiti secondo quanto previsto dall’articolo 141 del Regolamento del Senato».

