«Esiste la luce nel buio» il libro di Paola Aceti riferimento per i detenuti delle carceri di Italia

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 Tra le sedi carcerarie rientrano Fuorni (Salerno) e Rebibbia (Roma), ci sono testimonianze tramite lettere di 2 detenuti.

Aceti ha scritto questo libro per raccontarsi in questo vortice delle dipendenze, alcol e droga, per poi ritrovare la redenzione durante l’esperienza del carcere. Proprio i detenuti si rivedono nelle parole di Aceti, ne è un esempio la signora F, detenuta da 7 anni al carcere di Fuorni per piccole truffe. In occasione dell’onomastico, la donna riceve in regalo il libro dall’autrice Paola Aceti.  La signora F trasmette, tramite una lettera, tutta la sua gioia per questo regalo, di questo gesto di attenzione, di fronte all’indifferenza delle sue amiche, alla solitudine. La donna invia una lettera a Paola per ringraziarla, «dolce Paola – spiega la signora F – più leggo il tuo libro più mi fai tanto emozionare, queste tue sofferenze, mi daranno tanta ricarica. Lo sai che ci voleva proprio questo libro nel giorno del mio onomastico? Non so come ringraziarti, sono felice perché sei stata una grande donna. Mi hai fatto capire – continua la signora F –  di non avere paura, di affrontate un giorno la libertà e di ricominciare un nuovo futuro coi miei nipotini».

Carcere di Fuorni

La solitudine per la signora F l’ha portata più volte al tentato suicidio, ma Paola insieme al suo amico M, detenuto nel carcere di Rebibbia, la stanno aiutando a ritrovare la luce. Il primo contatto tra Paola e le carceri è avvenuto proprio attraverso il signor M, un uomo sensibile, che lavora in biblioteca, ha scritto per il giornalino del carcere “Non tutti sanno”, ha completato il percorso di laurea suddiviso in 3 anni, sta preparando la tesi in “Marketing Agroalimentare”, a breve esporrà la tesi di laurea all’ateneo Roma Tre. Il signor M è stato un attento lettore del testo di Aceti e ha informato l’autrice che al carcere è il libro più letto. A tal proposito, nella lettera le chiede di inviargli altre copie così da poterle consegnare alle detenute. Proprio queste ultime, spiega il signor M, versano in situazioni molto complesse: «Sovraffollamento, mancanza dell’essenziale per l’igiene personale, visite mediche e psichiatriche che non vengono fatte, non ci sono le accompagnatrici sociali. Oramai non bastano le manifestazioni di protesta da dentro e da fuori» spiega il signor M. Proprio per questa ragione, hanno bisogno di essere accalorate anche dalla presenza del libro di Paola.  Conclude il signor M, «ti salutano le mie amiche detenute di Fuorni, di Mantova, di Rebibbia femminile».

Libro di Paola Aceti

 Paola è entusiasta di poter aiutare tramite il suo libro, tramite la sua esperienza, i detenuti di questi carceri, «la prima lettera che ho ricevuto dal detenuto della biblioteca di Rebibbia reclusione maschile – spiega Paola Aceti –  è stata una grande emozione, perché è stata una conferma che la mia storia sta avendo luce, si sta divulgando anche nelle carceri. Quando questo detenuto, il signor M, mi ha scritto che è il libro più letto nel carcere,  mi ha riempito di felicità. Il mio sogno è di entrare nelle carceri per raccontare dal vivo la mia storia, dare tanta speranza e soprattutto dare tanti consigli ai detenuti, soprattutto quelli che hanno provato il suicidio». Paola ci tiene a sottolineare questo punto, anche perché si registrano molti suicidi nelle carceri. «Il mio sogno – continua Paola Aceti –  è partire da Rebibbia per poi girare nelle carceri d’Italia. Vorrei che le carceri diventassero un punto di svolta, dove è possibile fare un percorso di rinascita». Paola sta ricevendo attestati di stima prestigiosi per il suo libro, di recente è stata anche al programma televisivo I Fatti Vostri in onda su Rai 2 per raccontare la sua esperienza.