Nocera Inferiore, ancora caos nell’unità operativa Tin del presidio ospedaliero

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di Marco Visconti

Nonostante le molteplici denunce effettuate dalla segreteria provinciale della Cisl Fp di Salerno riguardo le criticità organizzative e gestionali che interessano   tutti gli operatori del reparto di terapia intensiva neonatale del presidio ospedaliero di Nocera Inferiore, non è stata fatta alcuna misura per una risoluzione definitiva delle problematiche“. A dichiararlo è il segretario provinciale della Cisl Fp di Salerno Alfonso Della Porta.

Segue Della Porta, “eppure il calcolo del nuovo fabbisogno di personale mostra delle carenze nei reparti di terapia intensiva neonatale, e in reparti come urologia e chirurgia dove c’è una assenza in dotazione di 3 operatori che sono pari a 4350 di ore di straordinario annue obbligatorie per tale situazione, rispetto al vecchio piano del fabbisogno che evidenzia comunque un debito orario rispetto alle necessità di oltre 3700. A più riprese è stato effettuato il tentativo di dialogo con la dirigente responsabile del reparto e prospettate diverse soluzioni per risolvere tale problematica ma purtroppo come sempre, non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire. Siamo ancora in attesa di un fattivo riscontro da parte della direzione medica di presidio ma nel frattempo numerose istanze di trasferimento dei professionisti sono pervenute“.

Commenta il segretario aziendale della Cisl Fp Vincenzo Ferrara, parliamo di un’organizzazione frammentaria, approssimativa da parte del responsabile dell’unità operativa che sta ledendo gravemente la conciliazione dei tempi di lavoro degli operatori che sono ormai esausti, stanchi di effettuare turni che si sovrappongono senza linearità, il tutto dovuto a un utilizzo improprio dell’istituto contrattuale della pronta disponibilità che li costringe a prestare attività lavorativa  oltre a quella che deriva dal rispetto dell’orario di lavoro mensile e obbligatorio, a seguito di ordini di servizio non ufficiali anche nei giorni feriali“.

Concludono i due, “ci vedremo costretti a chiedere un autorevole intervento da parte della direzione sanitaria di via Nizza anche se una cosa è certa, in assenza di risposte verranno attivate tutte le prerogative sindacali a tutela dei lavoratori“.