I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia: “Nemo propheta in patria”

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Come riferiscono i Vangeli, fu lo stesso Gesù a pronunciare per la prima volta “Nessun profeta è gradito in patria” con il chiaro intento di stigmatizzare la fredda accoglienza dei suoi conterranei al suo ritorno a Nazareth.

Oggi abbiamo accorciato un poco l’espressione ed essa viene usata significando che “difficilmente si possono vedere riconosciuti i propri meriti, o comunque i meriti di una persona, nel proprio paese (dove si è per lo più conosciuti come uomini comuni, e con le debolezze di questi), o per lamentare il fatto che spesso le invidie e l’incomprensione dei proprî conterranei costringono gli uomini di valore a cercare il successo lontano dal proprio paese (fonte Treccani).

Ad Angri è successo più di una volta che progetti di chiaro valore siano stati proposti in altre realtà locali riscontrando riconoscimenti che “in patria” erano stati sminuiti se non addirittura negati. Del resto se, per poter avere “un posto al sole”, pur meritato, è necessario rivolgersi altrove, credo che a conti fatti chiunque sia disposto ad emigrare,  e sono persuaso che un ragionamento del genere si possa applicare a persone, associazioni, enti ed ovviamente realtà commerciali.

Perché allora ci sono tante persone che si meravigliano se una notissima azienda di Angri decide di sostenere un lodevole progetto in un comune che non è Angri? Forse la memoria corta degli angresi ha rimosso il fatto che sono diversi i contenziosi con cui la rinomata azienda è costretta ad avere a che fare da anni a questa parte? Magari sfugge ai meno attenti che sono nati addirittura comitati di cittadini per denunciare “maleodoranti” emissioni (durante la lavorazione dei legumi) attribuiti all’azienda, oppure gli stessi si dimenticano delle esorbitanti richieste per tributi comunali legati allo smaltimento dei rifiuti?

Ma tutto questo non c’entra nulla e sicuramente la scelta di donare 1000 alberi ad un comune nostro confinante da parte della Doria, è dovuta al fatto che quell’amministrazione ha presentato un progetto valido ed il consiglio di amministrazione dell’azienda angrese ha deciso di contribuire. Decisamente non c’entrano nulla i dissapori con cittadini ed amministratori della nostra comunità. Però, se io avessi avuto potere decisionale al riguardo, non mi sarei lasciato pregare ed avrei sicuramente colto l’occasione per togliermi qualche sassolino dalla scarpa.

Del resto se anche il figlio di Dio a suo tempo realizzò che se nel tuo paese non sei ben voluto non è certamente necessario restarci, non vedo perché una realtà commerciale di valenza globale, quale La Doria meritatamente è, debba restare confinata tra le quattro anguste mura di un paesotto come il nostro.