Dall’allarme sicurezza, al degrado urbano, la città ha bisogno di un serio programma per rilanciare le sorti della collettività, come la vecchia politica, serve quella marcia in più. Sono anni di rassegnazione e mancanza di idee risolutive, sono quelli della lunga amministrazione Ferraioli, nei quali noi cittadini una cosa abbiamo imparato: mancata realizzazione di un “cambiamento”, tanto auspicato e propagandato, che al contrario si è rivelato il frutto di una nuova e più grave fase della crisi involutiva del territorio.
Abbiamo chiesto a Ciro Francese, personaggio politico impegnato per anni sul nostro territorio a difesa dell’ambiente, le problematiche della situazione attuale dal proprio punto di vista su cosa non va e su come invertire la rotta.
“Abbiamo bisogno della politica cioè del confronto e delle idee. Oggi mancano i luoghi dove nascono le proposte per una città migliore che erano le sedi dei partiti, quel ragionare sul da farsi.
Si discuteva anche animatamente ma con grande senso di responsabilità e forte passione politica.
Oggi non c’è dialogo tra associazioni e gli enti preposti, è il momento di ragionare tutti insieme per il bene comune, le problematiche della situazione attuale è sicuramente “addebitabile” all’amministrazione attuale, condizioni di governabilità che hanno consentito di governare a largo respiro, anche perché è il secondo mandato dell’era Ferraioli”.
Sul piano politico-amministrativo Francese evidenzia “ci si è adagiati su un tirare a campare che accompagna l’agonia di Angri senza prestarvi cura. La nostra è una città cresciuta in fretta, con una popolazione che ha superato di slancio i 34mila abitanti, ma ormai da lustri è affetta da una crisi che sembra irreversibile. Sarebbe ora che questa città iniziasse ad elevare il livello della discussione anziché pensare sempre all’ordinario… all’orticello”.
DEGRADO OVUNQUE
Il degrado è presente in più zone del paese è indicativo: i negozi che chiudono, il commercio che suona la ritirata, i locali sfitti (alcuni da molti anni), il proliferare di città sempre più abbandonata, il tema della sicurezza, lavori ma iniziati, il cosiddetto aspetto esteriore che rende Angri una città sempre meno attratta per un roseo futuro.
“Il peggio può ancora arrivare”, sottolinea Francese, “immaginiamoci un turista in giro per la città che visita le bellezze storiche oppure un cittadino dai paesi limitrofi che mette piede ad Angri, in bella mostra in corso Italia si presenta il simbolo del degrado della nostra città, uno scempio inaccettabile:
SCUOLE / STRUTTURE PUBBLICHE O PRIVATE
- Edifici che dovrebbero ospitare la nuova scuola di via Dante Alighieri, si aspetta la consegna imminente (così sembra), ci sono voluti 24 anni dal 1999 un lungo e tortuoso percorso, ancora non consegnata.
- Stessa storia “la palestra del plesso scolastico di “Taverna” in via Nazionale edificio lasciato nel degrado assoluto ed abbandonata al proprio destino da decenni”.
- Gestione dei parcheggi sul territorio comunale attraverso la società “Angri Park”, dell’ex Primo Circolo Didattico “Fusco” di via Cervinia con il prolungamento di Corso Italia che rappresenta il simbolo del degrado della nostra. Doveva essere quel miglioramento lontano chissà quante miglia si è trasformato in un imbarazzante e ingombrante disagio per l’intera comunità.
- Destino crudele intorno alla riqualificazione area delle ex MCM posizionata nel cuore della città, dove i lavori per la realizzazione di diverse opere su migliaia di metri quadri nel centro urbano attendono la realizzazione di 147 alloggi, una sala cinematografica, una piazza urbana, spazi verdi, un bocciodromo e aree parcheggio sotterranee, una galleria commerciale con uffici pubblici e locali destinati all’edilizia pubblica e privata.
“Poiché, come già detto, mi è già capitato di accennare con alcuni amici, sono consapevole di urtare la suscettibilità dei molti che risponderebbero: “Sì, va bene, ma è una situazione generalizzata; in tutti i comuni si soffre da tempo, ma qui rispetto ad altri comuni del circondario c’è una mancanza di idee e si aggiunge una situazione di inerzia aggravata”.
E, se si guardano i dati anno per anno, ci si rende conto che v’è la descrizione di un declino che, se non lo si studia e non si mette mano a politiche pubbliche adeguate, ma anche come la città del possibile, ricca di prospettive e di potenzialità, dinamica nelle relazioni delle sue diverse componenti sociali e culturali potrebbe diventare inarrestabile.
“Sono queste le domande che la politica dovrebbe porsi (non soltanto queste, ovviamente) per offrire un futuro che non sia solo un cumulo di macerie. Io non vedo questa capacità di vedere oltre il proprio orticello, non vedo la giusta ‘tensione’ attorno ai problemi. Il tema è impegnativo, ma qualcuno dovrà farsi carico di assumersi questa responsabilità. L’amministrazione in questi anni ha fatto poco per cercare di rendere più attrattiva e piacevole la città, non solo per momenti di svago ma anche per fare girare l’economia. Mettere insieme gli attori dello sviluppo locale per creare una forte sinergia che guardi ad una città turistica.
Si potevano cambiare molte dinamiche, questo non è avvenuto, anche per la miopia di un consiglio comunale che non esprime il meglio della classe dirigente della nostra città.
In città la percezione di sicurezza è ai minimi storici, il numero esponenziale dei furti di auto e nelle abitazioni è aumentato negli ultimi anni come evidenziato dalla Prefettura di Salerno, ha messo in risalto anche le lacune del sistema di videosorveglianza che ancora non si capisce se funziona oppure no.
Mentre un comune come Baronissi a pochi km da noi è uno dei comuni più virtuosi con l’86% di raccolta differenziata.
Intanto loro (amministratori), continuano a restare chiusi al palazzo e non vedono le problematiche della città, attenzione, amministrare una città con problemi di cassa e mancanza di personale sicuramente non è semplice ma comunque restiamo fanalino di coda di una politica assente e da una amministrazione che non riesce a guardare oltre il proprio orticello, conclude Francese.

