Tre anni fa ci lasciava monsignor Gioacchino Illiano, vescovo emerito della Diocesi Nocera Sarno. Era stato alla guida della diocesi nocerina dal 1987 al 2011, quando per motivi di salute dovette lasciare l’incarico.
È stato il vescovo degli mal popolo, un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella sua amata chiesa dell’Agro, nei suoi sacerdoti e in migliaia di fedeli. Gli ultimi anni della sua vita il vescovo Gioacchino li aveva trascorsi ad Angri nella parrocchia Santa Maria delle Grazie, benevolmente accolto dal parroco Don Domenico e dal suo successore poi, don Ciro Galisi e accudito da suor Federica Piterà.
È stato un vescovo mite e forte, che anche in dure vicende ha sempre difeso, amato e fatto amare la verità. Ha guidato la chiesa negli anni più difficili dell’Agro Nocerino Sarnese, è stato il vescovo di Papa Wojtyla nell’Agro, il vescovo dei giovani.
Si spense il 6 febbraio 2020 a Nocera Superiore presso l’infermeria del convento di Santa Maria degli Angeli. Il corpo fu esposto davanti all’altare della cattedra nella basilica-cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore, in tanti diedero l’ultimo saluto al vescovo emerito.
Al funerale parteciparono 16 vescovi e più di 100 sacerdoti, molti sindaci e politici oltre a tanta gente comune, segno del grande affetto che aveva tra le persone.
Faceva parte del movimento dei Focolari e in quei giorni, a Trento, si celebrava il centenario della nascita della fondatrice, Chiara Lubich, e l’arcivescovo trentino celebrò nella cattedrale trentina, il giorno prima del funerale, una Messa di suffragio per mons. Illiano.
Dopo le esequie, celebrate la mattina dell’8 febbraio dal vescovo Giuseppe Giudice nella cattedrale di Nocera Inferiore, fu sepolto nella cappella della Sacra Famiglia all’interno della stessa cattedrale di San Prisco, secondo il suo desiderio, a lato della cattedra.
La tomba fu fatta realizzare dallo stesso monsignor Illiano durante il restauro della cattedrale dopo i danni del terremoto del 1980. Nella tomba, accanto alla bara, fu posta anche una piccola statua dell’Immacolata cui era molto devoto.
Inoltre nella stessa cappella, sotto l’altare, c’è il simulacro di san Felice martire e ai lati in due teche le reliquie di san Giovanni Paolo II e di san Pio da Pietrelcina.

