Qualcuno penserà che io abbia un debole per l’argomento oggetto di questo scritto, e come non dargli ragione? Infatti è vero, io mi ritrovo a combattere con i pipistrelli nello stomaco ogni volta che mi accorgo che qualcuno approfitta ignominiosamente di alcuni “vantaggi” concessi ai portatori di handicap.
Lo stato, attraverso le sue leggi, garantisce la giusta attenzione verso le persone che loro malgrado non possono vivere “normalmente”; e su questo certo non sono qui a sindacare, quello che mi provoca disturbo è l’abuso che si fa di queste agevolazioni. Ho più volte posto l’attenzione sugli stalli di parcheggio dedicati alle vetture che accompagnano i portatori di handicap, sottolineando che questi spazi delineati da linee gialle non servono per parcheggiare il veicolo munito del tagliando blu, ma DEVONO unicamente essere impegnati per far scendere o salire il portatore di handicap, lasciando così la possibilità ad altri veicoli, ugualmente autorizzati, di svolgere la stessa funzione.
Ovviamente nessuno ha sposato questa causa, e non mi aspettavo certo di essere sostenuto, del resto i privilegi acquisiti ben difficilmente vengono abbandonati. Alla luce di queste considerazioni, perché sono ancora qui a parlare di ciò? Perché non c’è limite all’ingordigia umana: una nuova moda ha preso piede e, se da un lato sembrerebbe favorire i meno fortunati, dall’altro lato punisce ancora più severamente quelli veramente sfortunati.
Ormai è diventato uso e costume richiedere ed ottenere che questi “posti auto” divengano personalizzati. Come? Semplicemente facendoseli assegnare tramite il numero di protocollo del contrassegno blu. Questo significa che in quel determinato posto auto può parcheggiare solo ed esclusivamente il possessore di quel contrassegno. Forse non ci avete fatto caso ma è una vera invasione di queste personalizzazioni a scapito di tutti gli altri utenti.
Inutile chiedersi il perché questo succeda, la legge lo consente e va bene così. Ma chi soffre di una mancanza non dovrebbe essere solidale con chi soffre più o meno della stessa mancanza? Purtroppo l’egoismo la fa da padrona, anche e soprattutto tra i più deboli, o tra quelli che si prendono cura di loro.

