Cristoforo Salvati non è più il Sindaco di Scafati

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Cristoforo Salvati non è più sindaco di Scafati. I consiglieri comunali di opposizione con l’aggiunta di Espedito Fontana hanno decretato la fine del mandato del primo cittadino di Scafati.

A firmare il documento sono stati dinanzi al notaio Emilia D’Antonio ad Angri, i 13 consiglieri comunali hanno sottoscritto le contestuali dimissioni: Paolo Attianese, Antonella Vaccaro, Anna Conte, Teresa Formisano, Antonio Fogliame, Nicola Acanfora, Liliana Acanfora, Michele Russo, Michelangelo Ambrunzo, Michele Grimaldi, Giuseppe Sarconio ed Espedito Fontana.

Salvati in più occasioni è riuscito a restare al timone della città modificando anche la sua Giunta. Un costante ricatto politico al quale il primo cittadino è stato sottoposto e che dopo le vicende dell’ultimo consiglio comunale è definitivamente degenerato. Infatti, a Cristoforo Salvati la riconferma in blocco della sua Giunta è costata caro. Il sindaco, però, ha puntato sulla coerenza premiando il lavoro dell’Esecutivo cittadino.

Scafati al voto 

In primavera i cittadini scafatesi saranno già chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco. In questi mesi, a governare la città sarà un commissario prefettizio che si occuperà della normale amministrazione. Resta comunque un freno alla città per le tante iniziative in itinere e che avevano avuto anche l’approvazione del bilancio. Invece, Scafati si ritrova di nuovo in una fase di stallo.

Il messaggio di Cristoforo Salvati

“Mi hanno mandato a casa – ha dichiarato il Sindaco Cristoforo Salvati – perché sono una persona perbene. Ne prendo atto rimettendo il mio mandato nelle mani dei cittadini di Scafati, che avranno modo e tempo di valutare, decidere, scegliere. Ho lavorato fino ad oggi unicamente per il bene della città, sacrificando le mie giornate, il mio lavoro, la mia famiglia. E non mi pento affatto. Ho la coscienza pulita.
So che, insieme ai miei consiglieri di maggioranza ed insieme alla mia Giunta, avevamo imboccato la strada giusta per garantire agli scafatesi un futuro migliore. All’atto dell’insediamento avevamo ereditato una città allo sbando, un ente sommerso dai debiti, che non riusciva più a garantire neppure i servizi minimi essenziali. Con coraggio e con estrema difficoltà siamo riusciti pian piano a risollevare le sorti di questo territorio mettendo in moto una serie di procedure insabbiate ormai da anni, per avviare quel processo di
rinascita del territorio atteso da tempo.

Non credo sia un caso che proprio mentre stavamo attuando i progetti per la città, a partire dal Polo scolastico, il cui cantiere è stato aperto qualche settimana fa, e dalle opere di urbanizzazione del Pip, bloccate da circa trent’anni, è stata aperta una nuova crisi politica,
determinata dalla stessa mia maggioranza. Qualcuno voleva, insomma, bloccare questo processo di rinascita del territorio. Per tre anni ho cercato di mantenere compatta la mia maggioranza, mediando, aprendo al confronto, consentendo anche a qualcuno di tirarmi la giacca.

L’ho fatto sempre nell’interesse del paese, perché convinto che questa città meritasse una stabilità politica per rinascere dopo gli anni
difficili dello scioglimento della precedente amministrazione per infiltrazioni camorristiche prima e per la successiva fase commissariale. Non posso più accettare ricatti politici, non posso scendere a compromesso con chi ha sempre chiesto incarichi in cambio del proprio sostegno in Consiglio comunale. Non posso più sacrificare la mia dignità di uomo e rappresentante delle istituzioni per continuare ad amministrare, nella
consapevolezza, tra l’altro, di non poter più contare su una maggioranza coesa e affidabile. Per questo, prendo atto delle dimissioni presentate, rimettendo il mio mandato nelle mani dei cittadini di Scafati. Non temo il voto. Affronterò la prossima campagna elettorale con la certezza di aver fatto il mio dovere per la città e la consapevolezza di essere una persona perbene, onesta, rispettosa delle istituzioni e dei miei cittadini”.