Ci sono canzoni che entrano a far parte della nostra vita, legate a ricordi particolari o a momenti indimenticabili o forse più semplicemente perché sono state il tormentone di una piacevole estate. Per quel che mi riguarda la canzone di Luca Carboni invece rappresenta qualcosa di più, perché mi ricorda quanto sia difficile vivere al giorno d’oggi.
Il mondo che ci circonda è diventato un percorso ad ostacoli degno di un corso di sopravvivenza, una palestra d’allenamento alla sopportazione ed alla pazienza, un banco di prova per i nervi e la buona creanza, un posto al sole dove è necessario sgomitare per guadagnarsi un poco d’ombra.
Basti pensare alla nostra quotidianità: chi si azzarda a percorrere le strade per andare al lavoro o per svolgere commissioni varie, si accorge di quanto sia difficile circolare senza “suonare il clacson”, di fronte alla scostumatezza ed all’arroganza di chi si crede al di sopra della legge; chi ha necessità di usufruire dei servizi alla collettività (scuola, anagrafe comunale, sanità, trasporti pubblici) sa, avendolo provato sulla sua pelle, che dovrà rimboccarsi le maniche e respirare a fondo per far valere le proprie ragioni di fronte all’arroganza di chi, “interpretando” un ruolo istituzionale, si avvale della sua posizione per calpestare i diritti altrui.
Ci vuole proprio tanta “forza” per capire, o quanto meno tentare di interpretare, certe scelte fatte da altri ma che ci riguardano in prima persona; perché, come sempre più spesso succede, ognuno agisce come fosse un naufrago su di un’isola disabitata, o addirittura, come agirebbe l’ultimo essere umano sulla faccia della terra. Basterebbe rileggere e fare proprio il ben noto “nessun uomo è un’isola…”, dal celeberrimo Per chi suona la campana, perché il mondo come d’incanto diventi più vivibile per tutti e non solo per i furbetti; ma si sa, finché gli altri sono altri, nulla importa, nulla conta, nulla ci tocca.
Del resto il consumismo materiale ci ha reso talmente insensibili da farci perdere il contatto con l’umanità che da sempre ci ha distinto dagli altri animali, al punto che molti di noi preferiscono la compagnia di cani, gatti ed affini, a quella di altri esseri umani. Credetemi, ci vuole un fisico bestiale anche per scrivere ciò che voi, grazie al vostro fisico bestiale, state leggendo in questo momento.

