Domenica 13 novembre, gli attivisti e le attiviste di Napoli Animal Save si sono riuniti a Largo Enrico Berlinguer per la raccolta firme legata all’iniziativa europea lanciata dall’associazione “End The Slaughter Age” a cui Save Movement ha dato appoggio. È stato allestito un banchetto con pc e moduli per le firme; alcuni attivisti e attiviste hanno fatto outreach (confronto socratico e pacifico) ed altri hanno intonato cori e provato a sensibilizzare i passanti con immagini e video che raccontano ciò che accade nei macelli.
Quest’azione, come specificato, è un’iniziativa dei cittadini europei consistente nel raccogliere 1 milione di firme tra 7 paesi della comunità per raggiungere due obiettivi:
1) Destinare i sussidi agricoli alle alternative ecologiche come l’agricoltura vegetale e le proteine vegetali, escludendo gli allevamenti;
NAPOLI ANIMAL SAVE
2) Incentivare la produzione e la vendita di prodotti a base vegetale e realizzati con l’agricoltura cellulare.
Questa iniziativa ha risvolti su più fronti e può portare a cambiamenti necessari per gli animali, il Pianeta e gli essere umani stessi. Infatti, circa 360 milioni di maiali, ovini e bovini, come anche numerosi miliardi di polli, sono uccisi annualmente nell’UE, e sia le condizioni di allevamento che quelle di trasporto implicano spesso estrema sofferenza. Oggi non abbiamo più la necessità di uccidere esseri senzienti: possiamo vivere in armonia. L’allevamento è una delle principali cause della crisi climatica.
L’IPCC afferma che il nostro sistema alimentare deve cambiare e identifica i prodotti vegetali e alternative come la carne coltivata come una soluzione non solo per ridurre le emissioni, ma anche per ridurre lo sfruttamento del suolo, dell’acqua e l’uso di sostanze inquinanti. Secondo l’IPCC, il principale problema della sicurezza alimentare è il consumo di derivati animali: gli studiosi affermano che dovremmo investire le risorse attuali non per il feed ma per il food. Inoltre l’OMS associa i prodotti animali ad un incremento del rischio di malattie non trasmissibili e gli allevamenti, per la FAO, sono strettamente connessi al problema dell’antibiotico resistenza.
Trattandosi di un’iniziativa dei cittadini europei, nel momento in cui sono raccolte le firme necessarie, c’è un obbligo giuridico per le istituzioni europee di trattare l’argomento e dare le opportune motivazione, riscontri e nel caso attuazione. Questo aspetto, legato alle
motivazioni sopraindicate fa si che questa iniziativa può essere l’inizio di un cambiamento nella nostra società e del nostro sistema produttivo e alimentare.
Si può firmare anche online, accedendo al sito www.etsa.info con un documento quale carta d’Identità, Passaporto o SpID. Possiamo cambiare le cose con una firma e diffondendo questa iniziativa. Facciamolo per gli animali, per il futuro del Pianeta e per gli esseri umani.

