Scafati. Tabelloni pubblicitari 6×3, firmati dal Sindaco Salvati: “Votate il bilancio”, la nota di Grimaldi

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Un appello “Votate il bilancio, altrimenti vi assumerete la responsabilità della gestione commissariale e delle mancate misure ad esso collegate”, una trovata che suona come una resa per il futuro dell’ amministrazione Salvati ridotta a dodici esponenti contro i tredici dell’opposizione, è questa la sintesi che si registra nella cittadina scafatese.

Dopo il Libro dell’Esodo – la parte della Bibbia dove vengono descritte le celeberrime piaghe d’Egitto– ieri i cittadini scafatesi hanno potuto leggere di nuove terrificanti sciagure che potrebbero abbattersi sulla nostra città.

Infatti tutti i tabelloni pubblicitari sono al momento coperti da manifesti 6×3 – con il logo del Comune, firmati dal Sindaco e pagati dai cittadini – nei quali si annuncia che in caso di mancata approvazione del bilancio previsionale le tenebre avvolgeranno Scafati, rane e cavallette invaderanno le strade, l’acqua si tingerà di sangue.

Ora, a parte il fatto che tra pubblica illuminazione spenta, zanzare e blatte che banchettano tra i cumuli di immondizia, e le decine di scarichi abusivi che costellano il Sarno, più che una minaccia queste piaghe d’Egitto sembrano la descrizione perfetta del sindacato di Salvati.

Ma rimane il fatto che si tratta di una palese bugia: la legge – che è più saggia di Salvati – assicura meccanismi di tutela grazie ai quali i servizi e le opere essenziali di un Comune si realizzano comunque, anche in assenza del voto sul bilancio da parte dei Consiglieri.

L’unica conseguenza alla bocciatura del bilancio previsionale, dunque, sarà che Salvati andrà finalmente a casa, come d’altronde tutta la città, da sinistra a destra, dal centro alla periferia, chiede da tempo.

Tra l’altro, va detto, ci troviamo dinanzi ad un caso unico in Italia.

E cioè dinanzi ad un Sindaco che da una parte prega a turno – con poca dignità va detto – una serie di consiglieri comunali che lo hanno attaccato, deriso, contestato, tradito, affinché diventino il suo tredicesimo uomo/donna, e affinché dunque lui non vada a casa.

E dall’altra – non avendo più una maggioranza – minaccia politicamente con un manifesto pieno di bugie (sempre con il logo del Comune e sempre pagato dai cittadini) tutti i Consiglieri comunali, sempre affinché non lo mandino a casa.

Insomma, ci troviamo dinanzi ad un uomo politico che senza attaccamento a nulla, né al decoro né alle regole, fa di tutto pur di rimanere attaccato all’unica cosa di cui gli importa: la sua fallimentare esperienza da Sindaco

Michele Grimaldi, capogruppo democratici e progressisti