Aziende agricole al collasso, Cia Campania indica gli interventi  strutturali urgenti nel Decreto Aiuti ter 

Il presidente Amore: “Le linee di indirizzo condivise dalla Cia convergono su gasolio  agricolo, indennizzi per gli effetti del cambiamento climatico e garanzia di liquidità  alle aziende” 

0
141

Le aziende agricole in Campania subiscono gli effetti inflattivi delle ultime settimane, che  hanno portato aumenti indiscriminati del gasolio, dell’energia e dei prezzi dei materiali utilizzati per  il confezionamento e la trasformazione. “A questo bisogna aggiungere il rincaro dei concimi del  170% e del 90% quello dei mangimi, e un litro di latte è arrivato a costare tanto quanto un litro di  benzina. Ad oggi la Confederazione prevede effetti devastanti per i produttori della filiera lattiero  casearia e teme che le aziende agricole possano addirittura rinunciare alla prossima semina, o che  possano procedere senza concimi, con un certo abbattimento della produttività” denuncia il  presidente Raffaele Amore.  

In linea con le richieste avanzate dal presidente nazionale della Cia Cristiano Fini, la  Confederazione campana guidata dal presidente Amore chiede la possibilità di attingere al credito  d’imposta per il gasolio agricolo per tutto l’anno, oltre al rifinanziamento del Fondo di Solidarietà  Nazionale. “I cambiamenti climatici che si sono manifestati con gravi siccità e drammatici nubifragi  hanno messo in ginocchio l’agricoltura. Sebbene non sia più possibile rincorrere emergenze,  abbiamo bisogno di traghettare le imprese a fronteggiare nel miglior modo possibile i cambiamenti  in atto. Per questo chiediamo l’introduzione di semplificazioni e deroghe che rendano possibile una  rapida erogazione degli indennizzi agli agricoltori”. 

Altro asset inderogabile per il Decreto Aiuti ter è la garanzia di liquidità per le imprese, con la  sospensione delle rate dei mutui e di tutti gli altri finanziamenti. “La stragrande maggioranza delle  imprese dovrà fare i conti con bollette esorbitanti. Penso alle cantine vinicole, ai frantoi e a tutte le  imprese energivore che dovranno resistere a questo picco di costi da sostenere. Siamo seriamente  preoccupati per la tenuta sociale ed economica degli agricoltori” conclude.