Archeologia. Nuovi ritrovamenti a Pompei: armadi e bauli della “classe media”

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A Pompei si continua a scavare. Nel retro dello spazio dipinto con il grande larario riemerso nel 2018 ci si aspettava di trovare una casa ricca e fastosa invece una vera sorpresa: si scoprono pian piano ambienti modesti ma pieni di oggetti raffinati e persino documenti perfettamente conservati.

In una stanza è apparso un armadio rimasto chiuso per duemila anni con tutto il suo corredo di stoviglie all’interno, piattini di vetro, ciotole di ceramica, vasi. Erano le case della “middle class”, le famiglie medie che non erano ai margini della società ma neppure benestanti.

“Il ritrovamento di queste stanze  dietro quell’incredibile larario è stato una sorpresa, ma è proprio questa la ragione per cui è importante scavare ancora”, ragiona il direttore generale musei Massimo Osanna, che nel 2018 era alla guida del parco e responsabile del progetto di scavi. “Le indagini che si stanno facendo sono preziose perché ci aiutano a fare luce sulla storia”. Ed è stato proprio per accendere un nuovo faro sulle vicende della città e su quelle ultime devastanti ore del 79 d.C., racconta Zuchtriegel, che si è deciso di ricorrere alla tecnica dei calchi, come fu qualche mese fa per la stanza degli schiavi della villa di Civita Giuliana.

Anche qui il gesso ha fatto riapparire gli arredi, il baule per le cose preziose svuotato in tutta fretta, seppure non del tutto, visto che sul suo fondo si intravedono ancora una lucerna, un piattino, un lembo di tessuto. E poi ancora, il cuscino rimasto sul letto, le travi collassate sui mobili, persino in un ambiente del piano superiore, un pacco di 7 tavolette, forse contratti, tenuto insieme dallo spago e sigillato con la ceralacca, come si faceva all’epoca con i documenti. “Per Pompei questo calco è un unicum”, fa notare il direttore.

L’idea, intanto, anticipa Zuchtriegel, è di lavorare a un progetto per la messa in sicurezza degli ambienti in modo da poterli aprire alle visite. (Fonte ANSA)