Nel ricordo di Enzo del Forno, 17 anni fa la sua voce cessò di cantare e regalare emozioni

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Nel suo piccolo, questa città, infatti, ha con i suoi figli un rapporto speciale, in cui entrambi si plasmano a vicenda e in modo da costituire un legame insolvibile, tra questi spicca di sicuro la voce di Enzo Del Forno.

Era il 24 luglio 2005, ovvero 17 anni fa ci lasciava la voce che resterà una testimonianza incancellabile nel quadro della melodia partenopea del secolo scorso, quella degli anni d’oro. Napoli nelle canzoni di Enzo del Forno diventava un vero documento sociale pittoresco e variegato, un miscuglio di vita attuale che ne fanno note e melodie unica nel suo genere.

Enzo con la sua voce ha contribuito verso Napoli e non sarebbe quella città così peculiare, così unica da poter essere riconosciuta in un singolo scorcio, in un oggetto, una parola, un rito scaramantico, un’immagine, senza la sua cultura e la sua storia fatte da donne e uomini che esistono e sono esistiti.

Come la sua città in quegli anni Angri, è semplicemente vicoli, strade, palazzi, piazze, tutto ciò insieme alle persone che vivendola le dànno vita, un rapporto d’amore, ideale e passionale, un amore che Del Forno ne è voce verace, narratore delle gesta che poi diventavano canzoni, melodie e classiche per una voce inconfondibile bella e sentimentale.

Negli anni le canzoni napoletane, quelle antiche e quelle che venivano presentate alle feste di Piedigrotta e ai Festival di Napoli di Enzo Del Forno in molti ne conservano ancora nella mente e nel cuore le sue esibizioni.

I successi

Spezzamme ‘sta catena incisa negli anni 60 diventerà anche la più conosciuta del suo repertorio e tante altre, Tu Stasera Si Pusilleco, A Voce ‘E Mamma, Che Malaspina, ‘Mmasciata ‘e gelusia, Core e catene, Canzona Amalfitana, Giuvinotto Ammartenato, Rusella ‘E Maggio, Miett’ ‘a meglia,  Vienetenne a Positano, Marechiaro Marechiaro, Surriento de’ nnammurate, ma quella che ne riscuote successo nelle radio rimane Tragedia d’emigrante scritta insieme ad Enzo Giordano che nel incisione è la voce del giornalista. >>> QUI <<<

Enzo l’ho voluto ricordare in questa domenica di luglio, giornata calda proprio nel suo anniversario della sua dipartita, come un ritornello di una canzone, un segnale inequivocabile che c’era qualcosa che non andava, era una tensione che diventava suono.

Enzo si spegne a 69 anni, stava preparando il suo ultimo disco che però non riuscirà mai.

Nel 2008 il nipote Alfio Lombardi, lo fa rivivere magistralmente in un duetto nel brano ‘E cancelle.

E’ arrivato il momento che forse la sua città Angri, i suoi amministratori, iniziano a dare un segno tangibile per questi suoi figli, dedicare una strada o una piazza e ne ricorda la memoria di tanti altri artisti illustri.