Stazione Ferroviaria
Ci risiamo, sono trascorsi quattro anni dalla cerimonia del taglio del nastro, che ancora oggi si evidenziano una lunga serie di criticità della stazione Corso Vittorio Emanuele la storica linea Napoli Salerno.
Servizi abbandonati da Rete Ferroviaria al centro di segnalazioni dei cittadini che evidenziano lo stato totale di abbandono della stazione dopo la chiusura del passaggio a livello di via Corso Vittorio Emanuele è comunque un punto cruciale considerando che divide le due parti della città e l’area popolosissima della Nazionale.
Erano più di 185 i passaggi a livello agli inizi degli anni ’90, oggi ne rimangono quarantadue, di cui 34 automatici.
Nonostante le ripetute segnalazioni dei residenti è abbastanza serio il numero di problemi esistenti: macchie di olio sulla strada vero pericolo per pedoni che usufruiscono del passaggio a livello.
Pezzetti di asfalto del manto stradale in vari punti evidenziata la pericolosità derivanti dalla mancata sicurezza.
La zona con il nuovo asse viario inaugurata e ancora senza nome nel giugno 2018, che prevedeva servizi per un facile e sicuro attraversamento dei binari, è rimasta un’opera incompiuta.

Mentre resta ferma al palo il trasferimento del mercato rionale, per il quale la giunta Ferraioli ha approvato a luglio del 2020 la perizia tecnica, per l’adeguamento dell’area la giunta aveva stanziato 90mila euro per i lavori, mai partiti.
Poi una costante manutenzione della segnaletica stradale, predisposta da Rfi, le difformità sono: delle varie curve e della distanza della segnaletica verticale non conformi alle normative vigenti, è’ questo in sintesi quanto si registra da anni.
“ E’ solo la punta di iceberg , resta il dato oggettivo che un passaggio di 6 metri sono disponibile solo 80 cm. Tutto è ammesso ma con l’inizio della campagna dei pomodori le aziende che sono raggiungibili da quel passaggio capirete bene il disaggio, questo scenario è di maggio scorso” lo sfogo di un residente della zona.
Sarebbe dunque un bene attrezzarsi nonostante i disagi che crea l’attraversamento del passaggio a livello –una premura in primo luogo sarebbe la messa in sicurezza per garantire la pubblica e privata incolumità.
Si chiedono controlli a RFI ed interventi in tempi brevi, per restituire dignità e sicurezza ai cittadini.
Area parcheggio stazione, la situazione attuale
Un fenomeno crescente quello dei danni o furti alle auto in sosta che si registra nella cittadina doriana che negli ultimi mesi non solo al centro, ma anche nelle zone privilegiate dai ladri con la mancanza di videocamere di sorveglianza o controlli delle forze dell’ordine.
La segnalazione, anzi la nota che accompagna una profonda indignazione arriva attraverso il social:
“Dopo una giornata lavorativa tornare a casa e trovare la macchina così, in pieno giorno, in un luogo dove passano centinaia di persone, è veramente una vergogna. Vandali, zingari o gente indefinibile che già la settimana scorsa mi aveva rotto, a due giorni di distanza l’uno dall’altro, entrambi gli specchietti.

Oggi invece hanno tagliato e rubato il catalizzatore, rovinandomi tutta la marmitta e la parte sottostante l’auto. È una vergogna per una città come Angri non poter essere sereni nel lasciare la macchina in un parcheggio o in una qualsiasi strada cittadina. È una vergogna per una città con tante potenzialità che diventa invece mal gestita, mal governata, mal tenuta! Ma dove siamo finiti? A cosa ci siamo ridotti? E dove arriveremo a questo punto? Profonda indignazione”.
La maggior parte dei furti si consuma durante le ore serali e notturne anche se non mancano quelli non denunciati durante la giornata.
Rubare un catalizzatore, non è un lavoro da 5 minuti, questi impianti contengono platino, palladio e rodio. Un grammo di rodio è quotato circa 400 euro, mentre il palladio vale circa 82 euro, il conto è presto fatto: ogni pezzo rubato può rendere dai 100 ai 400 euro.
Oggi la gente è stanca, fatica a tirare avanti con enormi sacrifici, il social è diventato il serbatoio di sfogo, l’unico canale che ascolta, consiglia e molte volte aiuta le forze dell’ordine.

