Venerdì 17 giugno, V appuntamento della stagione concertistica “In cordis cordae” promossa dall’Associazione Culturale Emiolia, presieduta dal controtenore Pasquale Auricchio, che proporrà nella chiesa di San Giorgio a Salerno, alle ore 20, cantate di Scarlatti, Steffani ed Haendel.
Protagonisti il controtenore Antonello Dorigo, il basso Massimo Di Stefano e il clavicembalista Marius Bartoccini.



Il programma principierà con “Qualor crudele”, una cantata per alto e basso continuo. Handel l’aveva scritta a Napoli, la più straordinaria delle città, goduta solo pochi giorni eppure per lui indimenticabile. Uno dei maestri incontrati dal grande Handel in Italia, fu Alessandro Scarlatti, del quale si ascolterà la cantata “Nel mar che bagna il bel Sebeto” – raro esempio di cantata per basso.
L’opera verrà confrontata con quella del maestro veneto Agostino Steffani.
I due compositori s’incontrarono a Brunswick in Germania ove Agostino Steffani era divenuto maestro di cappella, incarico che lascerà designando come suo successore proprio il giovane Handel. Il confronto sarà incentrato sui duetti accompagnati da una linea di basso, forma compositiva in cui entrambi si cimentarono diffusamente e che vide nelle opere degli italiani dell’epoca, su tutti, la più alta espressione. Queste composizioni di carattere profano sono il banco di prova attraverso cui Handel riuscì a coniugare il rigore contrappuntistico tipico della scuola tedesca, che già dominava perfettamente, alla bellezza melodica tipica del bel canto italiano.
Si procederà con, sempre del genio di Halle, “Dalla guerra amorosa” cantata per basso (HWV102a).
Il tema di questa cantata utilizza la metafora familiare della fuga dalla guerra d’amore, che in passato ha ispirato Monteverdi in diversi madrigali. Questa toccante cantata raffigura un amante che si rende conto che è meglio fuggire dalla guerra dell’amore che essere sconfitto dal vendicativo Amor, poiché il Dio dell’amore armato delle sue frecce si nasconde dietro ogni paio di ammalianti begli occhi neri.
Chiusura della scaletta ufficiale con il duetto di Haendel “Caro autor di mia doglia”, duetto per alto, basso e basso continuo, il quale scrisse questa piccola opera vocale sempre nel breve soggiorno italiano. Un duetto sensuale intriso della scoperta di Händel della cultura italiana, in particolare arcadica, che includeva l’ascolto e la comprensione della musica di Corelli e Alessandro Scarlatti, attraverso i quali acquisì l’arte incomparabile di creare aure senza l’aiuto della rappresentazione scenica, liberando il flusso della sua fantasia musicale imprigionata dalla tradizione dei maestri di cappella.
INGRESSO: biglietto intero euro 12 – ridotto euro 8
Info: emioliaaps@gmail.com; cell.3381094280; @emiolia.aps(INSTAGRAM); @emiolia.aps(FACEBOOK)

