L’Arma dei Carabinieri celebra oggi il 208° Annuale di fondazione

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Oggi, 6 giugno 2022, nella storica caserma “Salvo D’Acquisto”, sarà celebrato il 208° Annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

L’evento, al quale presenzieranno autorità religiose, civili e militari, avrà inizio con la lettura del Messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Accanto alla Bandiera di Guerra del 10° Reggimento Carabinieri “Campania” e ai Reparti delle diverse Organizzazioni dell’Arma di stanza nella Regione Campania, saranno schierati i Gonfaloni del Comune di Napoli insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare, della Regione Campania e della Città Metropolitana di Napoli. Saranno, altresì, presenti rappresentanti del Consiglio Intermedio di Rappresentanza del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden”, del Consiglio di Base di Rappresentanza dei Comandi Legione, Regione Forestale e 10° Reggimento “Campania” e delle Associazioni professionali tra militari a carattere sindacale, nonché appartenenti all’Associazione Nazionale Carabinieri, all’Associazione Nazionale Carabinieri Forestali, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e alla Scuola Militare “Nunziatella”. Tra i partecipanti anche le scolaresche di due istituti superiori di Scampia e Caivano.

Poco prima della cerimonia, il Comandante della Legione Carabinieri “Campania”, Generale di Brigata Antonio Jannece, in rappresentanza del Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, Generale di Corpo d’Armata Maurizio Detalmo Mezzavilla che da pochi giorni è stato nominato Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e chiamato quindi a presenziare alla cerimonia che si è svolta a Roma, renderà onore a tutti i Caduti dell’Arma, deponendo un cuscino di fiori presso la tomba del Vicebrigadiere Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”Salvo D’Acquisto situata nella Basilica di Santa Chiara di Napoli, e, successivamente, una corona al Sacrario ai Caduti all’interno della sede del Comando Legione “Campania”.

Durante la cerimonia saranno, inoltre, consegnate onorificenze e ricompense a 12 militari distintisi in complesse e delicate attività di servizio. Tra queste spiccano le Medaglie di Bronzo al Valor Civile concesse a quattro militari del Reparto Territoriale di Mondragone (CE) per aver salvato due anziani che si erano rifugiati sul tetto della propria abitazione ove si era sviluppato un vasto incendio. Sarà poi concesso un attestato di Pubblica Benemerenza al Merito Civile a un Sovrintendente, già effettivo alla Compagnia di Torre Annunziata (NA), per aver tratto in salvo, insieme ad altri operatori, tre donne precipitate in un fiume con la propria autovettura. Successivamente, sarà consegnato un Encomio Solenne del Comandante Generale dell’Arma ai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Casamicciola (NA), i quali, in occasione del grave sisma che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto 2017, hanno concorso nelle attività di protezione civile, contribuendo ad assicurare il soccorso e a garantire sicurezza e solidarietà alle popolazioni interessate.

Sarà, altresì, conferito un Encomio Semplice Collettivo del Comandante Interregionale “Ogaden” ai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, i quali, durante i violenti tumulti e disordini avvenuti nel marzo 2020 all’interno dell’istituto penitenziario collocato in quel territorio, si prodigavano, senza sosta, nelle attività di rintraccio e arresto di numerosi detenuti evasi, tra i quali un pericoloso latitante. Inoltre, sarà consegnato un Encomio Semplice del Comandante Interregionale “Ogaden” al Comandante della Stazione di Villaricca, il quale, lo scorso 6 gennaio, è riuscito a bloccare un soggetto che si era cosparso di benzina con l’intenzione di darsi fuoco; medesimo riconoscimento sarà tributato al Comandante del Reparto Operativo e a tre militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli in relazione a un’attività investigativa conclusasi nel mese di marzo 2021 che ha consentito di individuare e arrestare un pericoloso latitante rifugiatosi in Francia.

La cerimonia terminerà con il tributo di riconoscimenti a quattro Comandanti di Stazione, uno per ogni Legione (“Campania”, “Abruzzo e Molise”, “Basilicata” e “Puglia”) dipendente dal Comando Interregionale “Ogaden”, per la meritoria attività svolta costantemente in favore delle collettività.

DISCORSO INTEGRALE DEL GENERALE ANTONIO JANNECE, COMANDANTE DELLA LEGIONE CARABINIERI CAMPANIA, TENUTO QUESTA SERA DURANTE LA CERIMONIA

Il mio deferente saluto al Gonfalone della Città di Napoli, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Un saluto ai Gonfaloni della Regione Campania e della Provincia di Napoli, nonché ai Labari delle Associazioni, che testimoniano quanto la professione di ciascuno di noi possa essere una scelta di vita, destinata a durare ben oltre il servizio attivo.
La mia riconoscenza, per la loro partecipazione, a Sua Eccellenza il Vescovo di Napoli, per noi, Don Mimmo, al Presidente della Regione, Vincenzo de Luca, al Presidente del Consiglio Regionale, Gennaro Oliviero, al Prefetto, Claudio Palomba, a tutte le Autorità intervenute, nonché ai carabinieri in congedo, alle nostre famiglie e a chi è, oggi, qui con noi, semplicemente per simpatia e affetto nei confronti dell’Arma dei Carabinieri.
Un saluto alle Rappresentanze e alle neonate Associazioni professionali a carattere sindacale tra Militari. Spero, ne sono certo, che il passaggio di consegne avverrà senza grandi scossoni; impareremo gli uni dagli altri a confrontarci sulle questioni concrete, siamo la stessa cosa, vestiamo la stessa uniforme. Grazie, sentite, agli uni e “in bocca al lupo”, benvenuti, agli altri.
Un saluto particolare, un abbraccio affettuoso, ai familiari, qui presenti anche idealmente, dei tanti caduti, alle vittime del dovere e ai nostri feriti, che, in Patria e all’estero, nei Balcani, a Nassiriya, nelle valli dell’Afghanistan e in tutti gli altri teatri operativi, hanno tenuto fede all’impegno preso. Tra tutti, grazie a Loreto, Luogotenente, Carabiniere paracadutista, Medaglia d’Oro al Valore dell’Arma. La tua tenacia, dimostrata giorno per giorno, deve essere d’esempio per tutti noi.
Grazie agli insegnanti e agli alunni dell’Istituto Tecnico “Francesco Morano” di Caivano e dell’Istituto Comprensivo Statale “Virgilio IV” di Scampia, siete il nostro investimento, la nostra assicurazione per il futuro. Siamo certi che saprete far meglio di noi.
Benvenuti alla nostra festa, dopo tre anni di assenze, paure e distanziamenti. Grazie per esserci, nonostante il caldo, nonostante il sole e nonostante le difficoltà a raggiungerci, nella nostra vecchia, amata caserma.
Il padrone di casa, l’ospite naturale, il nostro Comandante Interregionale, il Generale Maurizio Mezzavilla, è a Roma, da pochi giorni anche Vice Comandante Generale, vi porgo le sue scuse, per l’imprevedibile assenza, e il suo affettuoso saluto.
 Non mi era ancora capitato di dover sostituire un Generale di Corpo d’Armata. Mi conforta il fatto che, come comandante della Legione Carabinieri Campania, sono uso a confrontarmi con un senso costante di inadeguatezza, per le esigenze da soddisfare, per la qualità dei rapporti istituzionali e, soprattutto, per i carabinieri che sono chiamato a rappresentare.
Vorrei ora soffermarmi sulla descrizione del reparto di formazione che avete di fronte; i veri protagonisti di questa festa. Un mio particolare punto di vista, del tutto personale rispetto all’impeccabile descrizione che ci ha dato la speaker.
Ho sempre pensato che l’essenza dei reparti non si misurasse dalle statistiche, ma dalla qualità di chi ne fa parte.
Siamo, probabilmente, dal punto di vista della forma militare, un reparto imperfetto. Abbiamo cercato di addestrarci a marciare in formazione, ma lo stretto indispensabile. Non è questa un’attività cui possiamo dedicarci più di un paio di volte all’anno.
Dietro le uniformi storiche, il gruppo Bandiera, i plotoni di formazione, ci sono persone che fanno un mestiere insospettabile, ad un primo, superficiale sguardo.
Vedo Marco, in grande uniforme da ufficiale, con bandoliera d’argento, spalline e pennacchio che, tutti i giorni, in borghese, jeans e maglietta, cerca, al suo meglio, di guidare – imparando anche da loro – un gruppo di carabinieri come lui, per far fronte alle mille e una emergenze del quartiere della Sanità. Per quante cose tu riesca a fare, troppe altre ne tralasci. Se ne vedono di cose, alcune incredibili anche per i tuoi compagni di corso, che fanno lo stesso mestiere. Dormi poco, bevi molti caffè, e anche andare una volta al mese a casa diventa un terno al lotto per i colpi di sonno sull’autostrada.
C’è Salvatore, oggi lo premiano, ha salvato la vita a una persona in crisi; si era cosparsa di benzina e stava per darsi fuoco, se la sono cavata davvero per un pelo. Certo che comandare una stazione in Provincia di Napoli presenta frequenti sorprese.  Quello che è difficile da affrontare, più di tutto, è l’organizzazione del lavoro quotidiano. Non c’è mai un giorno uguale all’altro e quello che si pianifica la mattina già alle 10 verrà certamente stravolto.
Lorenzo lavora in ufficio; apparentemente un impegno più lieve da affrontare, ma, si sa, tutto dipende dallo spirito che ci anima. Per una malcelata ricerca della perfezione, per il timore di sbagliare, per un profondo amor proprio, Lorenzo viene in ufficio la mattina presto e, poi, via sino alla sera con un piccolo stacco per un panino portato da casa e un caffè. Da quasi 30 anni. Lo accompagna, però, anche quando torna dai suoi e quando, in dormiveglia, sta per svegliarsi, la costante sensazione di aver tralasciato qualcosa, magari importante. Se sei fatto in un certo modo – non è da tutti – può essere un peso, con cui convivere, l’onnipresente, costante senso di responsabilità.
  Giovanni, oggi, è tra quelli che riprendono la cerimonia, gli invitati, le autorità. Non è un fotografo di eventi. Da anni – più di venti – è alla rilievi del Nucleo Investigativo. Ha visto la faida di Scampia, la morte di colleghi, tante morti di ragazzi che, oggi, avrebbero l’età di suo figlio, 27enne. Dopo i primi sopralluoghi ci si fa l’abitudine. Si riesce a non farsi coinvolgere. Non è vero ! Sono cose che si dicono nei film. Questo è un lavoro che, giorno dopo giorno ti trasforma, senza che tu neanche te ne accorga.
Mi sembra di riconoscere anche Ciro, artificiere, da 6 anni a Napoli; la Stazione di Ledro, in Trentino, è ormai un ricordo lontano. Tanti interventi in città e nella provincia. Quasi sempre una routine. Talvolta le cose si fanno serie. Infatti, è un mestiere non particolarmente ambito; anche la selezione è dura e difficile; tanta fatica per trovare un volontario e, poi, non si riesce a passare il corso. È capitato, una volta, di provare, però, una brutta sensazione, non razionale, di quelle che non si possono spiegare.  Quella volta non la dimenticherà mai.
Antonio è nelle squadre operative di supporto, aliquote di pronto intervento antiterrorismo. Ore ed ore a girare in auto o a presidiare obiettivi. L’uniforme completa, d’estate, è soffocante. Gli interventi non sono frequenti. E già, si interviene solo in particolari condizioni operative. Le particolari condizioni operative sono quelle difficilmente contemplate nei manuali. Sono casi in cui, chi ci si è trovato almeno una volta lo sa, ti giochi il tutto per tutto. Se va male: un disastro.
C’è Ciro, tra noi, omonimo del collega artificiere. Chi l’avrebbe detto. Dopo una laurea col massimo dei voti aveva scelto il Corpo Forestale; una scelta del tutto personale, un mondo bello e complicato. Quella divisa grigia incarnava quello che aveva voluto fare sin da bambino. La difesa del bosco vecchio del romanzo di Buzzati, che aveva sempre preferito al più noto deserti dei tartari. Poi, per legge, era divenuto carabiniere. Non per scelta. Dopo sei anni è tra noi, indistinto, “carabinierizzato”, benché il neologismo non abbia passato il vaglio degli accademici della crusca. Si è accorto, Ciro, come tanti tra quelli che in nero ci erano nati, che non è il colore della divisa che rappresenta l’uomo che c’è dentro. In cuor suo lo sa, e non si sbaglia, che i 7.000 forestali del 2016 si sono impadroniti di gran parte degli oltre 100 mila carabinieri e che il processo ancora in corso porterà alla moltiplicazione delle potenzialità del Corpo, che ancora oggi esiste; si è propagato nell’Arma. Grazie anche a Ciro, oggi, la Bandiera dell’Arma verrà insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, da parte del Presidente della Repubblica.
Non vedo, però, Baldassare. So che ci deve essere per forza, è sicuramente qui da qualche parte. In realtà non l’ho mai conosciuto, se n’è andato prima che arrivassi alla Legione. Ne ho sentito un gran parlare. Mi son fatto l’idea di un Maresciallo come si dice: “vecchio stampo”, fermo, autorevole, ma al tempo stesso un riferimento per tutti; i suoi carabinieri e la gente di fuori. Quelli che hanno bisogno di noi per una denuncia, un consiglio, un aiuto, anche solo una parola di conforto.
Con Baldassare, tra gli ultimi assenti ingiustificati: Marco, Mario, Tiziano, Emanuele, Vincenzo, Attilio, Pasquale, Andrea Angelo, Filippo, Raffaele, Domenico, Enrico, Claudio, Luca, Francesco, Cristian, Antonio, Raffaele, Salvatore, Maurizio, Nicola, Maurizio, Giovanni, Andrea, Pellegrino, Mario, Michelino, Aniello, Roberto, Stanislao, Gennaro, Stefano, Claudio, Domenico, Emanuele e Arturo. Tutti ingiustificati perché per quelli che li conoscevano davvero, che gli volevano bene, una giustificazione non s’è trovata.
Pensate un attimo che formidabile schieramento avreste avuto davanti.
Non so se l’avete notato, se un carabiniere nello schieramento si sente male e lascia uno spazio i ranghi si serrano. Questo, però, avviene solo nelle cerimonie, nella vita, purtroppo il vuoto resta.
Le loro madri, i loro padri, le loro mogli e i loro figli li vorremmo considerare come nostri, sperando di riuscire a mitigare parte del loro dolore.
Ho fatto cenno all’inizio a un reparto imperfetto.  Mi correggo.
Siamo 8.000 carabinieri imperfetti, donne e uomini, anziani e giovani, ciascuno con i propri limiti, le proprie paure, mutui da pagare, separazioni amare, persone amate da sostenere in momenti purtroppo critici, però, tutti assieme, nei momenti davvero duri, riusciamo a creare una compagine invincibile, capace di trovare soluzioni a problemi insormontabili.
É la verità, credetemi sulla parola, io ho visto carabinieri fare cose che non avrei creduto possibili, tra i paracadutisti del Tuscania e del Gruppo Intervento Speciale, a Palermo, Napoli, Firenze e Bologna.
E nelle poche situazioni veramente brutte in cui mi sono trovato, ho sempre avuto la sensazione che ce l’avrei fatta; voltandomi indietro i miei c’erano, e con alcuni di loro sarei andato anche all’inferno.
Non sono sicuro di essere il comandante che meritereste, ma vedendovi sono certo di poter fare quello che sarà necessario, perché se mi volterò, voi sarete lì.
Un grazie, grato, ammirato e riconoscente a questi carabinieri, la mia stima e, se me lo permetterete, il mio sincero affetto.