Sant’Egidio del Monte Albino. Domani 2 giugno 2022 torna “Monumenti Porte Aperte”

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Domani, in occasione della Festa della Repubblica, si conclude il Maggio dei Monumenti Santegidiani.

A Sant’Egidio del Monte Albino i visitatori potranno accedere ai siti durante tutta la giornata (dalle ore 9:30 alle ore 12:30 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00) e degustare dolci tipici locali accompagnati da un bicchiere di succo d’arancia di Sant’Egidio.

Il punto di partenza è l’Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis in Piazza G.B. Ferrajoli.

Di seguito il percorso con tutte le tappe:

Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis

La chiesa, d’impianto latino, costruita tra il 1506 e il 1542, ha origini ben più antiche: con molte probabilità, fu un piccolissimo monastero, sorto, tra l’VIII e il XI secolo, ad opera di alcuni monaci benedettini e ricavato all’interno di un vano che in origine doveva essere il criptoportico di una villa romana risalente al periodo augusteo (I secolo a.C. – I secolo d.C.).

A tre navate, della stessa lunghezza, l’aula liturgica nella fase successiva alla conclusione dei lavori cinquecenteschi aveva 15 altari, poi ridotti a 9: ogni altare è decorato da tele e tavole che riportano l’immagine dei santi a cui è dedicato l’altare.

Uno scrigno di veri tesori: tele del ‘600 napoletano, tavole dipinte.

Fontana Publius Helvius

La fontana è ricavata da un unico blocco di marmo bianco; ritrae sul lato lungo una personificazione del fiume Sarno: un uomo barbuto disteso sul fianco sinistro, regge tra le mani un corno e tre canne, simbolo dell’abbondanza; sul lato est il fiume Sarno è un giovane accompagnato da un cane; sul lato ovest vi è la rappresentazione del dio Poseidone in compagnia di un delfino.

La simbologia della crescita e della discesa in mare del fiume. Curioso ed importante è ricordare che la fontana viene alimentata da un corso sotterraneo del Sarno.

Villa Romana

Acquedotto romano

L’acquedotto alimenta la romana Fontana Helvius. Scavato interamente nella roccia e nella montagna ed interrato ad una profondità che arriva fino ai 25 metri, alterna un percorso in cui allo stupore per la tecnica di edificazione (opus incertum con lastroni di tegole a fare da volta) si unisce la meraviglia per il paesaggio naturalistico, laddove il bianco del deposito calcareo dell’acqua spicca nell’oscurità (fonte: i luoghi del cuore FAI).

Giardino pensile Palazzo abbaziale

Stele funeraria Pomponia Tyche

Stele funeraria del periodo adrianeo (I sec. D.C.) rinvenuta nel 1854 e poi ritrovata in un fondo di proprietà della famiglia Ferrajoli della Fontana, in località Megaro. Su di essa è riportata l’età di una donna morta a 19 anni, 9 mesi e 23 giorni, Pomponiae Tyche, moglie o figlia di un certo Volcius che si definisce Nucerinus, a conferma dell’appartenenza del territorio dell’antica Sant’Egidio alla città di Nuceria Alfaterna.

Corte di Palazzo Ferrajoli della Fontana

Cappella del rosarietto

Giardino di Palazzo Ferrajoli della cappella

Chiesa Maria SS. Delle Grazie

Si ha notizia dell’esistenza di una Cappella gestita dalla “Confraternita di San Nicola e del Corpo di Cristo” fin dalla metà del ‘500. Fu nel 1639 che, con riferimento a questa Cappella, si trova la dizione “cappella di S. Maria delle Grazie”, dovuta all’esistenza in essa di un’immagine miracolosa della Madonna delle Grazie.

Restaurata a seguito dei danni dovuti al sisma del 1980 la chiesa è a tre navate: le navate laterali terminano con due altari dedicati rispettivamente a S. Aniello e a S. Lucia, la navata centrale è caratterizzata da una volta cilindrica con lunette e stucchi del tardo settecento.

Sarà possibile anche firmare per il censimento FAI “I luoghi del cuore” per L’acquedotto romano.