Napoli Animal Save. Attivisti riuniti contro la vivisezione e la sperimentazione Animale

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Sabato 14 maggio, 22 attivisti e attiviste di Napoli Animal Save si sono riuniti, dopo la precedente performance in occasione del 24 aprile, “la Giornata Mondiale degli Animali nei laboratori”, per manifestare nuovamente contro la sperimentazione scientifica che utilizza gli animali, in collaborazione, di nuovo, con la LAV di Napoli. Si è trattato di un Save Square ovverosia un’azione di tipo statica ove gli attivisti, con cartelloni e pc, hanno mostrato cosa accade nei laboratori. Stavolta il focus è stato soprattutto la “vivisezione”, una pratica la cui crudeltà è senza pari.  Un’attivista è stata truccata e “travestita” da coniglio, uno degli animali più utilizzati nella ricerca per sensibilizzare l’opinione e creare un collegamento tra le persone e i poveri animali vittime di questo sistema che reca agonia e morte.

Un grande equivoco, che persiste ancora oggi, è quello di considerare la vivisezione come qualcosa di separato dalla sperimentazione scientifica sugli animali, ma non è cosi.  Infatti come riporta il Ministero della Salute italiano, “con il termine sperimentazione animale si indicano tutte le tecniche di ricerca che prevedono l’impiego di animali vivi a scopo scientifico”. Per cui la vivisezione vi rientra a pieno titolo.

È una pratica, che insieme alle altre, è fonte di dolore, abuso e sofferenza per milioni di animali ogni anno. Nei laboratori gli animali possono essere legalmente avvelenati con sostanze tossiche, accecati, sparati, fatti saltare in aria, vivisezionati e sottoposti ad tante altre procedure dolorose, crudeli e mortali. A questo quadro estremamente crudele devono aggiungersi i dati e i risultati che sovente si dimostrano inattendibili o imprecisi.

Il 92% dei farmaci dati per sicuri ed efficaci nei test animali falliscono la prova nei trial clinici sugli esseri umani perché risultano tossici oppure inefficaci e di conseguenza non vengono approvati (fonte FDA . www.fda.gov/oc/speeches/2004/phrma0403.html.). Ad esempio il benzene, impiegato nei combustibili e nelle plastiche, si è dimostrato innocuo per i ratti, ma nocivo per gli umani.

Sempre più numerose e massime riviste scientifiche del mondo (Nature, Science, Scientific American, Lancet, British Medical Journal, ecc.) dimostrano l’inattendibilità della sperimentazione animale. Uno per tutti, un recente articolo del New York Times che riporta un estratto degli atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze (PNAS). Il pezzo riguarda uno studio, durato 10 anni, con il quale gli scienziati hanno dimostrato che l’avere usato i topi per la ricerca su tre patologie molto diffuse: sepsi, traumi e ustioni, li ha portati del tutto fuori strada nelle conclusioni raggiunte … e ha fatto produrre 150 farmaci inutili.

Tutte argomentazioni riportate dagli attiviste e dalle attiviste sia con discorsi al megafono che durante l’outreach, cioè il confronto, socratico e pacifico, che è avvenuto con i passanti. È stato anche allestito un banchetto per la raccolta firme per cambiare la legge europea sulla sperimentazione animale e per raccogliere firme a sostegno del Plant Based Treaty, un trattato con cui si chiede di passare ad un sistema di produzione alimentare a base vegetale e investire nel verde e nella riconversione di tutte le attività che sfruttano gli animali.

Le alternative alla sperimentazione animale ci sono (modelli in vitro,  modelli informatici, gli organi artificiali e altre tecniche affidabili e migliorabili), per cui si possono salvare milioni di animali che ogni anno vengano sottoposti ad esperimenti (si stima dai 10 agli oltre 100 milioni di vertebrati).

Emerge, in definitiva, uno sfruttamento ingiustificato di milioni di vite, uno spreco di denaro e la perdita del vero scopo della ricerca ossia il benessere di tutti. Anteponiamo agli interessi economici la tutela degli animali. Possiamo farlo grazie alle metodologie alternative che sono più attendibili e non recano sofferenze indicibili. Come sosteneva Einstein sulla vivisezione, ma è un pensiero che vale su tutta la sperimentazione animale, “Vivisezione: nessuno scopo è cosi alto da giustificare metodi così indegni.”