Memorabile fu la sua interpretazione nel 1988 nel ruolo di Salvatore (Toto’) da adulto in “Nuovo Cinema Paradiso”, il film di Giuseppe Tornatore, premiato con l’Oscar al miglior film straniero nel 1990: celebre la sequenza finale, con i baci censurati nel corso degli anni, ma ‘salvati’ dal vecchio proiezionista (Philippe Noiret), sulle note di Morricone.
Un ottimo interprete, produttore e direttore di regia a livello internazionale, cineasta, amato soprattutto in quel ruolo tutt’oggi è considerato una perla del settore. Al piccolo Salvatore Lo Cascio la parte del bambino che resta stupito delle immagini sul maxi schermo e scopre il mondo del cinema raccontando con tenerezza e nostalgia la sua passione per il cinema muto.
Oggi tutte le sale nelle piccole e grandi città hanno fatto la stessa fine del Nuovo Cinema Paradiso: dapprima il passaggio ai film a luci rosse, e poi la chiusura, per lasciar posto ad alberghi o, peggio, a parcheggi.

I momenti da ricordare non sono pochi, l’incontro di Totò (Jacques Perrin), con la madre (Pupella Maggio) al ritorno in paese dopo 30 anni di assenza, rappresentato con una virtuosistica ellissi. E poi lo sguardo di Pupella Maggio che assiste allo stupore del figlio nel ritrovare dopo tanti anni la sua cameretta così come l’aveva lasciata, l’occasione di rivedere Elena (Brigitte Fossey).
La storia dell’amore per il cinema e la vita del giovane Salvatore: la forte amicizia con Alfredo (Philippe Noiret), il proiezionista del piccolo teatro del paesino di provincia in cui vive, la scoperta degli affetti, la terra di Sicilia, ma solo per l’ultima volta: lei è ormai sposata con un vecchio compagno di scuola, dopo aver scoperto di non essersi incontrati l’ultima volta per una serie di coincidenze.
Vivono una notte di passione, destinata però a rimanere unica, e Totò non può fare altro che tornare a Roma con una bobina di pellicola che gli ha lasciato in eredità Alfredo: questa è un montaggio dei baci censurati da don Adelfio (Leopoldo Trieste), e la sua proiezione commuove Salvatore che con quelle immagini ricorda la sua infanzia.
Nell’andamento ondivago e struggente della composizione ci si abbandona come cullati dai ricordi, quelli di Totò (che di fatti compongono in flashback il film) e i nostri, miscelati in una melodia dove ci sembra di affondare.
Tra le sue note spicca dunque quel sentimento a cui già abbiamo fatto riferimento, sul quale l’intero film si regge: la nostalgia.
La musica composta di Ennio Morricone è perfetta, ritagliata su misura per un film a sequenze che sono legittimamente entrati nella storia del cinema e che sono state in grado di rintracciare il tono emotivo del racconto, raccogliendone la sicilianità, la giovinezza, il caldo, i sogni, l’abbandono, la mancanza, l’amore, la malinconia e soprattutto la nostalgia per ciò che è irrimediabilmente perduto e di ridondarne la forza suggestiva.
Bella la sceneggiatura, con Alfredo che filosofeggia senza banalizzare insegnando a Totò una massima da seguire sempre: “Qualunque cosa vorrai fare, amala”. Ben disegnati tutti i personaggi di contorno, e splendidamente interpretati da attori importanti come Philippe Noiret, Pupella Maggio, Leopoldo Trieste, Enzo Cannavale, Leo Gullotta, Isa Danieli, Nicola Di Pinto, Marco Leonardi, Turi Killer, Nino Terzo, Mimmo Mignemi, Agnese Nano e tanti altri.
Da oggi grazie a Jacques Perrin, avremmo un motivo in più per rivedere e ricordarlo non solo attraverso tanti film, ma quello più bello di cui abbiamo imparato a conoscerlo tutti resterà “Cinema Paradiso”.
Ad annunciare il decesso che suscita omaggi in tutto il Paese a pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 24 aprile sono stati i familiari citati dall’agenzia France Presse, oggi la Francia piange uno dei suoi più grandi cineasti.
Rivediamolo nella scena finale

