Angri. I Racconti Carmine Lanzieri Battaglia. “La scoperta dell’acqua calda”

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Il nostro caro Sindaco si è tanto arrabbiato quando, il giorno dopo Pasquetta, è stato messo al corrente dello stato in cui i cittadini angresi avevano lasciato il cosiddetto “chianiello”. Meta favorita delle scampagnate dei suoi concittadini, come ogni anno presa d’assalto il lunedì dopo Pasqua, il nostro caro primo cittadino ha dovuto ancora una volta fare la conta dei danni causati dall’inciviltà della popolazione residente e non.

Nel suo sfogo sui social, non si contano gli appellativi poco lusinghieri rivolti verso i colpevoli degli sfregi al bene comune. Non è la prima volta che il nostro caro Cosimo, lancia in resta, si scaglia contro i vandali, anzi “i vikinghi angresi” (come negli anni settanta titolò in prima pagina La Gazzetta dello Sport riguardo una nostra nota figuraccia sportiva in quel di Settebagni), accusandoli tra l’altro di maleducazione.

Ma in questa occasione egli varca una linea di confine di importanza strategica entrando nel merito dei rapporti genitori/figli, e senza mezzi termini sostiene che “Continuano ad arrivare segnalazioni di depositi illeciti in più zone della città, e c’è chi, anche in queste occasioni, di fronte alla palese realtà dei fatti, mi addita come il responsabile della cattiva educazione di queste “persone”. Mi dispiace deludere quanti lo stanno facendo con la solita disonestà intellettuale, ma l’educazione e il rispetto si insegnano soprattutto tra le mura domestiche”.

Bravo il nostro caro Calimero, che tutti incolpano di tutto, peccato che ancora una volta, e al solito senza alcuna attenuante egli è colpevole. Se è vero che “l’esempio” è il primo maestro per il rispetto delle regole, a ruota segue “il controllo” sulle azioni. Si è mai chiesto il nostro caro giudice collodiano, come mai i suoi compaesani fuori Angri si comportano da pecore mentre all’interno dei confini cittadini sembrano tutti lupi famelici? Beh, è sotto gli occhi di tutti: ad Angri non c’è nessuno preposto a far rispettare le regole! Questo non implica di conseguenza che tutti siano scostumati, ma di certo consente a quelli che hanno una predisposizione a non rispettare le regole ad approfittare dell’occasione. E tenga bene a mente il nostro caro papà Geppetto, che come Sindaco egli è letteralmente “padre putativo” della comunità che amministra e quindi ha una responsabilità soggettiva sulle azioni dei suoi “figli”, sia nell’educarli che nel far loro rispettare le regole del vivere civile.

Che la odierna gioventù (e non solo) abbia dei comportamenti spesso al limite della legalità, è un poco come scoprire l’acqua calda. Alla luce di ciò, è il momento che il nostro caro Angelo (custode) decida come usare questa “acqua calda”: se per fare un bagno alla sua città lavandola e rendendola più vivibile, oppure più drasticamente come facevano i nostri padri, che la usavano per ripulire e spellare i piedi dei maiali dopo la macellazione.