15 aprile 1967/2022: 55 anni fa ci lasciava Totò

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Era il 15 aprile 1967, quando calò il sipario sulla sua vita verso le tre e mezzo del mattino nella sua casa di Roma. Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, per l’eternità noto come Totò si spense nella sua casa ai Parioli.

Attore, poeta, drammaturgo, paroliere, compositore, cantante, massimo rappresentante dello spirito partenopeo, lo “scugnizzo” del Rione Sanità – il quartiere in cui era nato il 15 febbraio 1898 nel rione Sanità.

Durante una sua intervista aveva dichiarato pochi giorni prima: «Chiudo in fallimento. Nessuno mi ricorderà». Mai profezia fu tanto falsa. Il 17 aprile alle 11.20, dopo una semplice benedizione nella chiesa di Sant’Eugenio in viale Belle Arti, la salma inizia l’ultimo viaggio in direzione di Napoli.

I tre funerali del Principe della Risata

Giunge nella citta alle 16,30 nella Basilica del Carmine Maggiore lo attendevano circa tremila persone, mentre altre centomila sostavano nell’immensa piazza antistante. Un lungo applauso salutò per l’ultima volta Totò, poi il suono delle campane, sulla bara, la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso.

Totò aveva fuso i suoi personaggi con la vita reale che si rispecchia oggi, miseria, nobiltà, un Principe che scelse di fare il clown, il volto già scavato come la più versatile delle maschere.

Eco alcuni attori che lavorarono con Totò: Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Anna Magnani, Titina De Filippo, Nino Taranto, Luigi Pavese, Aroldo Tieri, Pietro De Vico, Carlo Croccolo, Anna Campori, Ugo D’Alessio, Angela Luce, Enzo Turco, Macario, Mario Castellani e Gianni Agus solo per citarne alcuni.

Toto’ era la forma di spettacolo in cui era avvenuta la sua formazione e cui andava la sua appassionata predilezione di uomo all’antica. Negli ultimi anni il sogno del teatro era rispuntato in più occasioni e si era definito in un’aspirazione: ridare vita sui palcoscenico a una sorta di commedia dell’arte in coppia con Peppino De Filippo, un successo enorme come avveniva regolarmente con le troupe cinematografiche, che concludevano i duetti di Totò e Peppino con scroscianti applausi.

Ben 108 film in quasi cinquant’anni di carriera spaziò dal teatro (con oltre 50 titoli) al cinema (con 97 pellicole) e alla televisione (con 9 telefilm e vari sketch pubblicitari), lavorando con molti tra i più noti protagonisti del panorama italiano e raggiungendo, con numerosi titoli, i record d’incasso.

Un’unicità interpretativa che risaltava sia in copioni puramente brillanti sia in parti più impegnate, sulle quali si orientò soprattutto verso l’ultima fase della sua vita.

Spesso bersagliato dalla maggior parte dei critici cinematografici, fu ampiamente rivalutato dopo la morte, tanto da risultare ancor oggi il comico italiano più popolare di sempre.

Una memoria viva nel cuore del pubblico di oggi come del passato che ha amato e che ama quella sua straordinaria capacità di generare risate e con la stessa semplicità di regalare intensi spunti di riflessione 55 anni dopo la sua morte.

Grazie Principe!