Il canone per la tv pubblica si paga con la bolletta dal 2016, poiché introdotto con un provvedimento del governo Renzi che aveva come scopo il contrasto all’evasione. E proprio nel 2016, primo anno di applicazione, il gettito del canone era salito a 1793 milioni dai 1537 incassati nel 2015, ultimo anno di riscossione standard per via postale.
È quanto prevede un ordine del giorno presentato da Maria Laura Paxia (Misto) al decreto energia approvato oggi alla Camera. Accettato dal Governo – rappresentato in Aula da Vannia Gava, Sottosegretaria per la Transizione ecologica – dapprima come raccomandazione, è stato poi accolto con riformulazione (senza dunque dover essere posto ai voti) prevedendo di “adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai”. Paxia ha sottolineato che così si dà “seguito all’impegno che l’Italia aveva con l’Ue europea di scorporare il canone Rai in quanto onere improprio”.
CODACONS
Il Codacons sostiene a pieni voti l’ordine del giorno al decreto Energia volto ad abolire il canone Rai nelle bollette elettriche degli italiani, misura introdotta nel 2016 da Matteo Renzi e che ha visto da subito la netta contrarierà dei consumatori italiani. Si apre finalmente uno spiraglio per una marcia indietro sulla questione, ma riteniamo che i tempi siano oramai maturi per procedere ad una abolizione totale del canone Rai, considerato il nuovo scenario del mercato televisivo italiano e la possibilità per la Rai di concorrere ad armi pari con le altre reti attraverso la raccolta pubblicitaria – il Codacons.

