Torre Annunziata / Angri. La lettera di Antonio che commuove la città doriana

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Le scuse rivolte all’intera città, ha deciso di renderle pubbliche attraverso il social, sulla pagina Angri E’.

E’ Antonio Pascale, noto personaggio, cresciuto in via Giudici, figlio di Michele della omonima pescheria, poi trasferitosi in Piazza Don Enrico Smaldone.

Di Antonio, il 16 febbraio del 2020 se ne occuparono programmi d’informazioni e quotidiani, quando decise di allontanarsi dalla sua famiglia, facendole vivere giorni terribili. In una prima fase l’ipotesi circolata tra i clienti della pescheria è che sarebbero stati problemi di natura economica dell’esercente, ad esasperarlo al punto da spingerlo ad andare via.

Della scomparsa di Antonio se ne occupò anche la trasmissione televisiva «Chi l’ha visto», la notizia del suo ritrovamento avvenne 12 giorni dopo.

Il papà Michele con il suo richiamo delle bontà del mare partenopeo animava giornate di via Giudici, specialmente con il pescato del venerdì era garanzia di bontà, così il figlio ha continuato la sua attività. Antonio ogni mattina era pronto a regalare perle di saggezza che rasentavano la satira “torrese”, ma apprezzata dagli angresi.

Antonio ha deciso a pochi giorni della Santa Pasqua a scrivere questo suo “testamento”, un valore simbolico per l’uomo e per alcune decisioni sbagliate si è ritrovato catapultato in un baratro da cui era sempre più difficile uscirne. Oggi la sua lettera di scuse, fa sperare in una sua rinascita umana. Si dichiara dispiaciuto di esser stato distante dai suoi clienti per questioni di lavoro e di depressione queste le sue toccanti parole:

“Buongiorno Angri chiedo scusa a tutti per gli sbagli che ho fatto dovuti dalla mia situazione di depressione non ho capito più niente ho fatto errori madornali, vi chiedo scusa in ginocchio, adesso mi sto riprendendo dalla depressione con tutte i farmaci, ma fisicamente sto male diabete, polmoni, non riesco a camminare, sono quasi 2 anni non ho capito cosa facevo, ho tentato 2 volte di farla finita…mi sento più angrese, ho vissuto più ad Angri che a Torre Annunziata per il mio lavoro. Sono Antonio figlio di Michele il pescivendolo”.

Tantissimi sono i commenti che ridanno forza ad Antonio a riprendersi la sua vita, ecco il commento di un utente della pagina Angri E’: “Caro Antonio, gli errori li facciamo tutti, capisco che per te è stato più difficile affrontare la vita, ma non arrenderti mai, sei una brava persona e ciò è a tuo favore. Forza!”