Elezioni amministrative e referendum, si vota il 12 giugno

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Via libera del Consiglio dei ministri che ha ufficializzato le date: 12 giugno il primo turno delle amministrative, secondo turno il 26 giugno e referendum il 12 giugno.

Election day che vedrà gli italiani votare sia per le amministrative che per i Referendum sulla Giustizia. Il secondo turno delle comunali si terrà il 26 giugno.

Per il momento la decisione è di votare solo di domenica, in un unico giorno.

Per le sole elezioni amministrative saranno chiamati al voto 8 milioni e mezzo di abitanti; i comuni in cui si rinnova il sindaco saranno 982, di cui 22 capoluoghi di provincia (tra cui Alessandria, Belluno, Como, La Spezia, Lucca, Messina, Monza, Oristano, Padova, Parma, Taranto e Verona) e 4 capoluoghi di Regione (Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro). 

In Campania sono 90 i Comuni che andranno al voto, di cui 13 con popolazione superiore alla soglia di 15000 abitanti, per i quali è previsto il sistema elettorale maggioritario a doppio turno.

Comuni in provincia di Salerno:

Sono 34 e di questi, 3 con oltre 15000 abitanti: Agropoli, Mercato San Severino e Nocera Inferiore. A parte Castel San Giorgio, di poco inferiore ai 15000 abitanti e Roccapiemonte, la maggior parte degli altri territori chiamati al voto sono piccoli paesi del Cilento e Vallo di Diano.

Comuni della città metropolitana di Napoli

14 Comuni del napoletano chiamati ad eleggere il nuovo sindaco, Acerra, Ischia, Nola, Portici, Pozzuoli, Sant’Antimo, Somma Vesuviana, Torre Annunziata, hanno più di 15000 abitanti.

Caserta, Avellino e Benevento

In provincia di Caserta su 17 Comuni votanti solo a Capua e a Mondragone si voterà col sistema elettorale maggioritario. Mentre i 14 comuni con i sindaci da eleggere nella provincia di Avellino sono i Comuni di: Atripalda, Baiano, Capriglia Irpina, Chianche, Flumeri, Fontanarosa, Gesualdo, Grottaminarda, Montemarano, Montemiletto, Pietradefusi, Santo Stefano del Sole, Sirignano, Solofra. Resta fuori Pratola Serra, dove resta in carica una commissione straordinaria prefettizia di nomina ministeriale, presumibilmente fino alla primavera del 2023 e gli 11 del beneventano interessati dalla tornata elettorale, sono tutti con popolazione al di sotto dei 15.000 abitanti.

I cinque quesiti ammessi dalla Corte costituzionale e che saranno oggetto del referendum sono:

  • la riforma del Csm; 
  • l’abolizione della legge Severino: il quesito propone l’abolizione del decreto legislativo Severino sulla incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna;
  • i limiti agli abusi della custodia cautelare: si propone di limitare la carcerazione preventiva per il pericolo di “recidiva” solo ai reati più gravi ;
  • la separazione delle funzioni dei magistrati: si propone lo stop totale alla possibilità per i magistrati di passare, nel corso della carriera, dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa  ;
  • il voto degli avvocati nei consigli giudiziari sulle valutazione dei magistrati.

Al di là delle eventuali convenienze politiche, dietro l’election day c’è anche una convenienza economica: per le casse dello Stato accorpare politiche e amministrative significa risparmiare almeno 200 milioni di euro. Inoltre, la scelta di andare al voto dopo l’8 giugno (giorno di chiusura della maggior parte delle scuole) eviterà agli studenti di perdere giorni di lezione dopo i disagi della Dad e in generale della pandemia da Covid.