SAPPE. La replica al discorso di Palma, garante dei detenuti

0
302

“Dopo avere letto il comunicato stampa del garante dei detenuti, Mauro Palma, sull’evento ‘Dignità e reinserimento sociale, Quali carceri dopo l’emergenza?’ organizzato dalla Conferenza dei garanti delle persone private della libertà e dalla Conferenza nazionale del volontariato della Giustizia presso la Città Metropolitana di Roma, auspico che ad esso si conferisca il disvalore che merita.

L’emerito insegnante di matematica, imprestato non si sa come e da chi al ruolo di tutore dei detenuti per il quale percepisce un lauto ‘rimborso spese’ con i soldi pubblici, evidentemente vive in un altro pianeta … se questi sono gli ‘esperti’, vorremmo dire alla Guardasigilli Marta Cartabia di ascoltare anche i tecnici che il carcere lo vivono in prima persona H24, come gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, e non solo i teorici che lo vivono al mattino dopo colazione e il pomeriggio dopo il the …”.

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commentando alcune dichiarazioni del garante dei detenuti Mauro Palma.

Palma ha tra l’altro parlato di “sindacalismo distorto della Polizia penitenziaria nel nostro Paese. Un sindacalismo difensivo che non toglie la questione dei diritti di chi lavora ma fa sì che non trovo mai una denuncia rispetto a ciò che avviene da parte di chi deve tutelare”. Dura la replica del leader del SAPPE: “C’è nel Paese una sovraesposizione mediatica del ruolo del garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, francamente inconcepibile.

Ci sembra abbia addirittura offuscato il ruolo del Ministro della Giustizia e del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sulle tematiche delle carceri e dell’esecuzione penale. Palma parla sempre e solo di detenuti, chiaramente CONTRO la Polizia Penitenziaria, cosa che il garante sta facendo sistematicamente – non è un caso che in ogni procedimento giudiziario contro poliziotti penitenziari si costituisce parte offesa –  Altro che figura di garanzia, lautamente rimborsata, lui ed i componenti del collegio, con i soldi pubblici: il fatto che il Ministro della Giustizia ed il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria non si espongano quasi mai consente a Palma di essere considerato il referente per eccellenza sulle tematiche penitenziarie: ma così non è.  Palma, insegnate di matematica, rappresenta una sola parte del mondo della giustizia, ossia i detenuti, quelli che sono in carcere per avere commesso reati”.

“A cosa serve avere una figura del genere?” aggiunge Capece. ”Valutiamo da tempo l’opportunità di proporre una legge di iniziativa popolare o un referendum abrogativo per sopprimere la figura del garante nazionale, visto che ai detenuti delle carceri italiane sono assicurate e garantite ogni tipo di tutela, a cominciare dai diritti legati all’integrità fisica, alla salute mentale, alla tutela dei rapporti familiari e sociali, all’integrità morale e culturale.

Diritti per l’esercizio dei quali”, prosegue, “sono impegnati tutti gli operatori penitenziari, la Magistratura – in particolare quella di Sorveglianza -, l’Avvocatura, le Associazioni di volontariato, i parlamentari ed i consiglieri regionali (che hanno libero accesso alle carceri), le cooperative, le comunità e tutte le realtà, che operano nel e sul territorio, legate alle marginalità. E particolarmente preziosa, in questo contesto, è anche l’opera svolta quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Donne e uomini in divisa che rappresentano ogni giorno lo Stato nel difficile contesto penitenziario, nella prima linea delle sezioni detentive, con professionalità, senso del dovere, spirito di abnegazione e, soprattutto, umanità. Con buona pace di tutti i garantisti a senso unico”.