La sterile polemica di una importante (?) sigla sindacale sulla consegna delle mascherine rosa al personale e per il mancato decoro ci lascia basiti. Ci lascia basiti poiché alcuni pretesti per soli fini di visibilità sui giornali e sui social li avrebbero potuto evitare.
Sappiamo certamente che sono state consegnate alcune mascherine di colore rosa, alcune andate “ a ruba” negli uffici, particolarmente gradite dalle colleghe che le utilizzano anche libere dal servizio proprio per preservare, anche fuori dall’orario di lavoro, la propria salute e quella degli altri, vantando nell’occasione l’efficienza della nostra amministrazione. E’ certo che il Dipartimento ha consegnato mascherine FFP2 di colore rosa, ma ne ha distribuito anche bianche, marroni, bleu, e comunque le
rosa in numero esiguo rispetto allo sforzo totale. Siamo certi che non sarà di certo il colore di un accessorio – peraltro estemporaneo e presto, speriamo, dimenticato – a sminuire la figura o la funzione del tutore dell’ordine così come non lo fanno mascherine e cuffiette colorate o a fantasia nei confronti della fama e delle capacità del chirurgo rinomato.
Da un movimento sindacale serio e RISPETTOSO DEI SUOI ISCRITTI, ci saremmo aspettati una levata di scudi (….che sicuramente avremmo condiviso e sostenuto!) sulle ridicole proposte messe sul tavolo delle trattative dal Governo in occasione del rinnovo contrattuale sottoscritto , secondo noi colpevolmente dato che è già scaduto, appena un paio di settimane fa, mentre altri comparti tra bonus, pnrr etc etc hanno ottenuto stanziamenti straordinari a valanghe.
Davanti alle imposizioni mascherate da proposte del Ministro Brunetta – presentatosi il 22 dicembre 2021, dopo che non aveva mai partecipato agli incontri precedenti – i rappresentanti che oggi alzano la voce per il colore delle mascherine, in quella circostanza non hanno fiatato ed hanno sottoscritto un documento inconsistente del quale hanno sicuramente di che vergognarsi. Oppure, per rimanere in tema di DPI, avremmo preferito che avesse avuto da obiettare, sin da subito e con continuità, sulla tipologia e sulla qualità delle mascherine chirurgiche distribuite al personale in servizio, che nessun collega si è mai sognato di indossare e che risultano avere soltanto procurato profitto al produttore a discapito delle esigenze del fruitore.
E invece nulla, nemmeno una parola, né davanti al ridicolo né al cospetto dello spreco. Vabbè dai…nell’attesa di proteste migliori da sostenere, consigliamo a tutti di cercare pretesti migliori per cercare visibilità!

