Le strutture che fanno riabilitazione non potranno più pagare i lavoratori fino al 40% in meno prendendo le stesse tariffe dalla Regione.
Ora la parola passa alla giunta. Il commento del Comitato giustizia contrattuale.
La notizia è di quelle che possono cambiare la vita di migliaia di persone, non solo in Campania ma in tutta Italia. Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità un Ordine del Giorno che impegna la Giunta contro il dumping contrattuale nella riabilitazione. Spieghiamo che significa.
Le strutture accreditate che fanno riabilitazione prendono dalla Regione tutte la stessa cifra, ma circa il 50 % adotta contratti diversi da quello di riferimento che è il contratto AIOP, i cosiddetti contratti pirata con cui pagano i lavoratori fino al 40% in meno, con più ore di lavoro. Contro questo fenomeno ci sono state mobilitazioni, scioperi, appelli, e le strutture che applicano il contratto AIOP, si sono riunite nel Comitato Giustizia Contrattuale. Il quale ha diramato un comunicato in cui esprime grande soddisfazione ma lanciando un’allerta perché ora si passi ai fatti.
“Siamo orgogliosi di questo risultato – scrivono- ottenuto insieme ai sindacati e grazie al coraggio dei consiglieri
Ciarambino, Picarone e Zinzi. Finalmente si potrà porre fine a uno scandalo che dura da anni a danno dei lavoratori, della riabilitazione e delle aziende virtuose. Si pensi che il contratto più applicato è quello delle strutture religiose, usato anche da chi religioso non lo è per nulla, che paga i lavoratori il 34 % in meno con un salario minimo di 7 euro lordi l’ora quando si parla di un salario minimo nazionale di 9 euro.
Il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità e questo è un segnale definitivo, la vergogna del dumping contrattuale deve sparire”. “Ora però – continua il Comitato – viene la parte più difficile perché si scontra con una mentalità atavica e conservatrice. Si pensi che i direttori generali delle ASL di Napoli 1, 2 e 3 e di Benevento non hanno neanche fornito alla Commissione Trasparenza della Regione i dati sui tipi di contratti applicati, come se fossero un segreto di stato. Ora invece saranno obbligati non solo a indicare il contratto applicato da ciascun centro ma, per i centri che non applicano il contratto AIOP, anche la ‘rendicontazione’ delle spese
del personale. È una svolta che deve diventare operativa superando ogni resistenza”. La norma però – proseguono – non deve essere punitiva ma incentivare un cambiamento ormai inevitabile.
Anche per questo la recente delibera della giunta che riconosce tariffe tutte uguali a prescindere dai contratti applicati e che penalizza le aziende virtuose premiando i ‘furbi’ dovrà essere ritirata, cosa che abbiamo già chiesto. Con quella delibera a chi applica il contratto AIOP è stato dimezzato il rimborso dovuto per la spesa sostenuta per l’aumento contrattuale. Questo ‘mal
tolto’ immotivato dovrà essere restituito alle aziende virtuose che rispettano i lavoratori”. “Va detto anche – concludono – che in questo modo la nostra Regione si pone alla guida di una battaglia per l’abolizione del dumping contrattuale nella riabilitazione che riguarda solo in Campania 10 mila lavoratori e in Italia 50 mila.
Anche questo è motivo di orgoglio e spinge a vigilare e fare in modo che la volontà del Consiglio si traduca in fatti concreti il prima possibile”.

