Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. (Genesi 1,3)
Certo che immaginare il nostro mondo senza la luce è semplicemente impensabile; il genere umano ha inventato migliaia di strumenti che in altrettanti modi diversi illuminano le nostre giornate e, soprattutto, le nostre notti.
Plafoniere che schiariscono grandi spazi, lumicini che fanno compagnia la notte, luci di mille colori per le feste comandate, fari alle macchine e falò per illuminare le serate estive: tutta la nostra vita è costellata di punti luce che ci aiutano a sconfiggere le nostre paure legate al buio, favorendo il nostro “quieto” vivere; che dire poi degli occhi come stelle, dei visi luminosi come il sole, delle parole che chiariscono tenebrosi dubbi…
Qualcuno più curioso si chiederà “ma questo dove vuole andare a parare”, ebbene, se è vero, come accennavo prima, che l’essere umano si è sempre ingegnato a combattere il buio con tutti gli strumenti a sua disposizione, ad Angri, come al solito, si viaggia contromano, controvento, controsenso, controluce.
Infatti se al mondo esiste una vicenda tenebrosa e piena di punti oscuri è sicuramente la “querelle” che si consuma nel nostro paesotto da qualche anno, e mi riferisco chiaramente alla privatizzazione della pubblica illuminazione. Io per primo ho in testa una confusione tale che al confronto le ombre della notte sono bazzecole, alla luce degli articoli che si sono susseguiti negli ultimi mesi, non so se la gestione del servizio è ancora privata, se la manutenzione è obbligo del privato oppure è tornata in mano al comune, non so se parte delle imposte comunali che servono a pagare la bolletta elettrica, passano dalle mani del privato oppure sono gli uffici pubblici che se ne occupano.
Nessuno e ripeto nessuno, si è preso la briga di scrivere quattro righe di chiarimento in proposito. Sono apparsi solo alcuni video-commenti che, come politica comanda, palesano la ragione ogni volta da una parte diversa.
E nel frattempo ad Angri “la luce fu è proprio letteralmente scomparsa, perché se provate a girare per le strade comunali, non pochi lampioni sono spenti, non poche zone (specie periferiche) sono abbandonate al buio della notte.
Non ho completa contezza della vicenda, confesso questa mia pecca, ma posso tranquillamente affermare che, durante la gestione privata del servizio, non ricordo avarie cosi palesi come si riscontrano in queste ultime settimane, così come prima dell’avvento della privatizzazione del servizio stesso, le macchie buie la facevano da padrona sul nostro territorio.
Oggi come oggi ci vorrebbe qualcuno, capace di fare luce, di rischiarare un orizzonte carico di nubi scure che impediscono il trasparire della verità.
Ma si sa, di Dio ce n’è uno solo e lui il suo lavoro l’ha già fatto, a noi non resta che provare ad illuminare nel nostro piccolo, la porzione di tenebre che ci circonda.

