Il 22 Novembre del 1963 veniva assassinato in circostanze mai del tutto chiarite John Fitzgerald Kennedy.
Ricco finanziere di origini irlandesi, Ufficiale di marina durante la seconda Guerra Mondiale, uomo di Stato, 35esimo Presidente USA, viene ricordato anche come “l’uomo che ci ha dato la Luna”.
I suoi 1036 giorni alla Casa Bianca hanno cambiato la storia dell’umanità, non si può non averne coscienza. Nel ricordo dell’infausto giorno che vide l’uccisione del Presidente non si può dimenticare uno dei più grandi momenti storici che JFK ha regalato al mondo intero: il discorso alla grande folla riunita al Rice Stadium di Houston con lo scopo di persuadere il popolo americano a sostenere il programma Apollo, per far sbarcare l’uomo sulla Luna. Queste furono le sue parole:
«Salpiamo su questo nuovo mare perché c’è nuova conoscenza da acquisire e nuovi diritti da conquistare, che devono essere conquistati e utilizzati per il progresso di tutte le persone. Perché la scienza spaziale, come la scienza nucleare e tutta la tecnologia, non ha una coscienza propria. Se diventerà una forza positiva o negativa dipende dall’uomo, e solo se gli Stati Uniti occuperanno una posizione di preminenza possiamo aiutare a decidere se questo nuovo oceano sarà un mare di pace o un nuovo terrificante teatro di guerra. Non dico che dovremmo o andremo senza protezione contro l’abuso ostile dello spazio più di quanto non ci proteggiamo contro l’uso ostile della terra o del mare, ma dico che lo spazio può essere esplorato e dominato senza alimentare i fuochi della guerra, senza ripetere gli errori che l’uomo ha commesso estendendo il suo scritto intorno a questo nostro globo.
Non ci sono ancora conflitti, pregiudizi, conflitti nazionali nello spazio. I suoi rischi sono ostili a tutti noi. La sua conquista merita il meglio di tutta l’umanità e la sua opportunità di cooperazione pacifica potrebbe non presentarsi mai più. Ma perché, dicono alcuni, la Luna? Perché scegliere questo come nostro obiettivo? E potrebbero chiedersi, perché scalare la montagna più alta? Perché 35 anni fa si volava sull’Atlantico? Perché Rice gioca in Texas?
Scegliamo di andare sulla Luna. Scegliamo di andare sulla Luna… Scegliamo di andare sulla Luna in questo decennio e fare le altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili; perché quell’obiettivo servirà a organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e capacità, perché quella sfida è una sfida che siamo disposti ad accettare, una che non siamo disposti a rimandare e una che intendiamo vincere, e anche le altre.»
Poco più di un anno dopo quel discorso futurista Kennedy veniva ucciso. Le sue idee di modernismo non fecero eco in un mondo ancora intriso di odio e diffidenza? Ancora non si conosce il vero movente di uno degli omicidi più famosi della storia ma si sa come gli spari che turbarono i cieli del Texas il 22 Novembre del ’63, sconvolsero il mondo intero. Segnarono la fine di un’epoca e l’inizio del mito di John Kennedy. Una vita breve ma intensa raccontata tra libri e film.
A 58 anni di distanza dal tragico evento nessuno può sapere cosa sarebbe stato se la storia avesse subito un corso diverso e cosa avrebbe potuto dare all’umanità quell’uomo intelligente, sensibile e coraggioso che seppe affrontare le sfide del suo tempo con grande umanità e prudenza.
Non ci resta che il ricordo di colui che indubbiamente ha fatto la storia.

