È comparso come un fungo, fuoriuscito dal cemento del marciapiede su un angolo dell’accesso principale alle “palazzine” lato via Fleming, un cartello riportante la dicitura “Parco Matteotti – Proprietà privata, divieto di accesso e di sosta…” e poi dopo pochi giorni, si è materializzata anche una transenna a delimitare l’accesso all’area diventata ormai privata con Delibera di Giunta n°98 del 11.06.2021 del Comune di Angri.
Nulla da eccepire, visto che la citata delibera si rifà ad un’altra ben più “anziana” che risale al 1994 dove il suddetto spazio pubblico, per varie ragioni, viene inserito in un elenco da declassare a privato insieme a tanti altri cortili e strade già di interesse comunale. Dopo oltre 25 anni la spinta decisiva a richiedere la privatizzazione dell’area sembra essere stata “l’invasione”, da parte degli automobilisti di passaggio o residenti in zona, degli spazi condominiali per parcheggiare a sbafo le proprie autovetture, a tutte le ore del giorno e della notte.
Fin qui, come già detto, nulla da eccepire, ma è essenziale sottolineare che nella Delibera del 1994 riportata “pari pari” in quella del 2021, c’è un passaggio fondamentale che si spera non sia preso sottogamba e che anzi ci si augura venga tenuto nella giusta considerazione, perché indica il confine tra la libertà di chi ha deciso di “chiudersi in un parco” e chi, restandone fuori, deve essere comunque tutelato.
Il passaggio a cui si fa riferimento recita testualmente “Il Consiglio Comunale … demandava alla Giunta … l’attivazione delle procedure per la cessione degli impianti elettrici, idrici e fognari, in modo da eliminare i relativi oneri a carico del Comune”.
Alla luce di questo impegno da parte dell’amministrazione di allora, richiamato nella delibera del giugno scorso, si evince che tutto ciò che prima era pubblico deve diventare necessariamente privato, e quindi dopo aver “liberato” ai residenti stradine e slarghi che ricadono tra le ex palazzine popolari, è essenziale che i servizi pubblici che insistono su codesti spazi diventino anch’essi privati.
Non sembra giusto che agli onori non vengano associati immediatamente anche gli oneri, quindi alla comparsa del cartello segnalatore del parco e della transenna che impedisce l’accesso ai non residenti è imprescindibile la conseguente ed immantinente cessione dei servizi ivi compresa anche la raccolta porta a porta dei rifiuti: i signori in parco dovranno portare su strada i loro sacchetti, dovranno pagare la bolletta della luce dei lampioni condominiali e sostenere tutte le spese attinenti alla manutenzione e gestione delle fogne. E questo da subito, non oltre.

