Si celebra oggi #UNIDOP2021, la Giornata internazionale della persone anziane. La popolazione mondiale over 65 destinata a più che raddoppiarsi entro il 2050.
“Oggi le persone anziane – a differenza delle donne, dei bambini, delle persone con disabilità e dei migranti o rifugiati – non sono protette da uno specifico strumento universale per i diritti umani. Al momento non esistono per questa categoria disposizioni legali simili a quelle di altri gruppi in situazioni di vulnerabilità, che tengano quindi conto delle esigenze di protezione specifica propri delle persone anziane.
“Difendiamo i diritti delle persone anziane”, questo il titolo della dichiarazione rilasciata da Rosa Kornfeld-Matte – esperta indipendente delle Nazioni Unite – in occasione della Giornata Internazionale delle persone anziane del 1° ottobre.
La mancanza di uno strumento giuridico dedicato per le persone anziane può anche spiegare la mancanza di attenzione alle sfide specifiche che le stesse devono affrontare nel quadro politico globale, compresi gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. È fondamentale che l’attuazione degli SDGs sia radicata nel quadro normativo per garantire l’inclusività di questa categoria di persone nel tempo. Nel mezzo di una rivoluzione demografica, con il numero di persone di 55 anni e oltre che raddoppiano a quasi 2 miliardi, è necessaria un’azione urgente. Dobbiamo difendere i diritti delle persone anziane.
Istituito nel 1990 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e celebrato il 1 ottobre di ogni anno, l’International Day of Older Persons sottopone alle istituzioni e alle opinioni pubbliche globali uno dei dati che caratterizzano il presente e il futuro prossimo delle società umane: il progressivo invecchiamento della popolazione, fenomeno con cui ci si sta ormai confrontando ad ogni latitudine e con innumerevoli conseguenze sul piano sociale-economico-culturale.
La Giornata internazionale delle persone anziane rappresenta dunque un’annuale occasione per incrementare la consapevolezza delle problematiche e delle opportunità indotte dall’invecchiamento progressivo, oltre che per evidenziare l’importante contributo che le ‘older persons’ possono portare alla società e ai processi di sviluppo.
L’invecchiamento della popolazione costituisce una delle trasformazioni sociali più significative del ventunesimo secolo, con implicazioni per tutti i settori della società, a partire dalle strutture familiari, dai legami intergenerazionali, dalla domanda di beni e servizi, per giungere alla caratterizzazione dei luoghi di socialità, agli orientamenti culturali e di consumo, fino ad influire sulla strutturazione del mercato del lavoro e dei capitali finanziari.
Da qui la determinazione delle Nazioni Unite di propugnare una visione delle persone anziane quali risorse, le cui capacità di agire per il miglioramento delle condizioni proprie e delle società di appartenenza dovrebbero essere valorizzate dalle politiche pubbliche a tutti i livelli.
Un indirizzo, questo, che si intende nell’interesse di ogni singolo Paese se è vero che il lato B dell’invecchiamento della popolazione è rappresentato da inevitabili, crescenti investimenti pubblici sui sistemi previdenziali e sulle reti di protezione sociale, oltre che (a maggior ragione in virtù della terribile esperienza pandemica) nel campo dell’assistenza sanitaria.
Auguri a voi nonni/anziani d’Italia con un sentimento di vicinanza e affetto, con orgoglio ricordate che siete il valore aggiunto della società.

